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Come scegliere le piante per l'acquario (W.Peris)

Come i pesci, anche le piante richiedono ambienti idonei alla loro natura e non tutte si adattano bene a condizioni diverse da quelle a cui sono state abituate, per cui vanno scelte ad hoc e non d'impulso.

Articolo di Walter Peris
sul sito www.walterperis.it (non più online)

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Descrizione

On parade © Marcus Wallinder

Ecco un'altra paginetta interessante, almeno spero, sulle piante. Spesso ci capita di entrare in un negozio e, fermandoci davanti alla vasca delle piante, vederne qualcuna che attiri particolarmente la nostra attenzione e, subito, ci coglie la voglia di portarla a casa.
Ma è corretto agire d'impulso?

Purtroppo no; come per i pesci, anche le piante richiedono ambienti idonei alla loro natura e non tutte si adattano bene a condizioni diverse da quelle a cui sono state abituate.
Ogni pianta, inoltre, ha le sue necessità e esigenze ed è più semplice anche per noi mescolare tra loro piante con richieste simili che semplificheranno la gestione delle nostre vasche.
Vediamo, quindi, in base a quali criteri dovremmo scegliere le piante per i nostri acquari.

Temperatura

Questo è un parametro che non è certamente fondamentale, ma che, spesso, non viene neppure preso in considerazione; in generale, le piante non amano temperature alte, anche se le loro zone di provenienza sono note per il clima torrido. Anzi, a parte le piante tipicamente da acqua temperata, amanti di acqua fredda, le piante tropicali preferiscono le temperature basse piuttosto che quelle alte, anche se alcune sono in grado di sopportare le temperature tipiche delle vasche di Discus, spesso vicine ai 30°C.
Quindi, facciamo attenzione alle piante a fusto che, di solito, sono le più sensibili alle alte temperature dell'acqua e, a meno che i nostri pesci non lo richiedano, non teniamo la temperatura dell'acqua troppo alta. Accelerare il metabolismo di animali e vegetali non è sempre un fattore positivo. Tanto per dare un'idea, una temperatura di 23-24°C, al massimo, è indicata per la maggior parte di pesci e piante.

Attenzione: in questo scritto mi riferisco a una temperatura COSTANTEMENTE alta e non certo agli alti valori che si possono raggiungere nei soli mesi estivi.

Qualità dell'acqua

La maggior parte delle piante si adatta abbastanza bene al cambiamento dell'ambiente acquatico nei vari passaggi dal coltivatore, al grossista, al negoziante per finire all'acquariofilo.

Alcune, però, mostrano di soffrire parecchio questi passaggi, tanto da mettere in difficoltà l'acquariofilo dilettante che, dopo aver messo a dimora una bellissima Cryptocoryne, ad esempio, se la vede deperire e sparire letteralmente sotto gli occhi. Niente paura; nella quasi totalità dei casi si tratta di una reazione alle mutate condizioni ambientali. Restando nel campo delle Crypto, queste sono le piante più difficili sul mercato e hanno la brutta abitudine di reagire a OGNI cambiamento ambientale con la totale perdita delle foglie, che sostituiranno con altre nuove nel giro di qualche settimana.

Altre piante, invece, hanno forme differenti delle foglie a seconda che crescano emerse o sommerse. Gli esempi più classici sono costituiti dalla Limnophila sessiliflora, dall'Hygrophila difformis e dalla Rotala rotundifolia, piante le cui foglie assumono morfologie anche diversissime tra i due ambienti. Non dimentichiamo che per una maggior redditività, le piante d'acquario vengono coltivate in ambiente idroponico, in cui solo le radici vengono tenute immerse in soluzioni fortemente fertilizzate mentre il resto della pianta rimane emerso; per cui, una volta messe in acquario tendono a perdere la forma originaria delle foglie e a sostituirla con altra diversa.

Infine, vi sono delle piante che non reggono proprio lo shock del trapianto in vasca e muoiono; questo capita più facilmente con piante adulte che non con quelle giovani. A me è capitato di veder letteralmente "svanire" una pianta madre di Echinodorus bleheri in una notte!
Anche gli sbalzi di pH, tra gli altri, sono abbastanza dannosi.

Quindi, cerchiamo di abbinare tra loro piante con analoghe richieste sulle caratteristiche dell'acqua.

Luce

E' la cosa più importante da considerare. E' inutile acquistare piante eliofile se possiamo offrire loro solo una debole illuminazione, o mettere piante sciafile sotto potenti fari HQI. Quando acquistiamo delle piante amanti della luce (in genere, tutte le piante rosse lo sono, per esempio) assicuriamoci di poter fornire loro una posizione in vasca che le metta in condizione di riceverne in quantità adeguata mentre se vogliamo comperare delle Anubias, abbiamo almeno l'accortezza di sistemarle in zone della vasca in cui la luce arrivi smorzata da piante più alte o galleggianti.

In ogni caso, ricordiamo che la luce è il "motore" delle piante e questo motore funziona se c'è un adeguato rifornimento di benzina, costituito dall'apporto di fertilizzanti e CO2. Mettere tanta luce senza fertilizzare di conseguenza o riempire la vasca di prodotti adatti ma senza mettere una luce adeguata, significa dare un grosso vantaggio alle alghe che, prima o poi, ne approfitteranno.

Per cui, è molto importante dimensionare bene i vari componenti e bilanciarli accuratamente in base alle esigenze delle nostre piante.

Anidride carbonica

Questo nutriente è, dopo la luce, il più importante per una pianta e dobbiamo essere sicuri che non debba mai mancare. Attenzione: questo non vuol dire che se mettiamo una pianta in vasca diventi indispensabile fare un mutuo per acquistare anche un impianto di diffusione di CO2. Vuol solo dire che dobbiamo accertarci che in acqua esista abbastanza CO2 per le necessità di tutte le nostre piante.
E già vedo la costernazione dipingersi sui vostri volti. "Ma come?", direte, "In che altro modo si aggiunge la CO2 se non in bombola e attraverso impianti costosissimi?"
Tralasciando il discorso relativo agli impianti a lievito, di cui trovate traccia ovunque, in rete, vediamo di chiarire una cosa. La somministrazione di CO2 deve essere commisurata alle piante che coltiviamo e alla nostra voglia di vederle crescere. Alcune di esse (come Anubias, Microsorum e Crypto, ad esempio) possono crescere benissimo con la sola CO2 atmosferica che diffonde in acqua grazie al movimento superficiale o alle bolle diffuse da un aeratore. Altre, invece, possono sfruttare la CO2 dell'aria se riescono a raggiungere la superficie e a emergere.

In altri casi, tranne che con piante particolarmente esigenti, potremo accontentarci di piante che crescono a velocità contenuta, e senza particolare entusiasmo, solo con la CO2 che entra in vasca dall'aria.

Infine, non dimentichiamo che le piante che provengono da ambienti con acque che non siano del tutto prive di KH, e che sono quasi la maggioranza di quelle usate in acquario, hanno la capacità di assorbire il carbonio che serve loro dai carbonati; certo, il processo ha un certo costo energetico per la pianta, ma in caso di carenza, tutto fa brodo, come si dice.
Quindi, prima di disperarci per la disgrazia di dover acquistare un impianto a bombola per la diffusione di CO2, assicuriamoci di averne effettivamente bisogno.

Fertilizzazione

Ogni pianta ha un suo proprio ritmo di crescita e una sua personale richiesta di nutrienti; entrambi questi fattori dovranno essere tenuti in debita considerazione quando decideremo di fornire alle nostre piante il nutrimento necessario tramite l'uso di fertilizzanti.
Ma, soprattutto, dovremo considerare che non tutte le piante assorbono i nutrienti alla stessa velocità e allo stesso modo.

Alcune, come le Crypto e gli Echino, preferiscono nutrirsi attraverso le radici, altre, come le piante a stelo, attraverso le foglie o con radici avventizie che protendono da fusti e foglie.
Anche in questo caso dovremo regolare le nostre scelte in base al tipo di fertilizzazione che decideremo di seguire. Inutile predisporre una vasca con un fondo super fertilizzato se pianteremo solo Cabomba, Egeria o Limnophila o mettere Crypto e Glossostigma in ghiaia sterile. Certo, in entrambi i casi le piante cresceranno ugualmente, ma senza eccessi e con maggiori rischi di un'infestazione algale.
Per cui, cerchiamo di scegliere piante che si adattino a un certo tipo di fertilizzazione e cerchiamo di fornire loro quello di cui hanno bisogno senza eccessi o carenze, entrambi dannosi.
Ricordiamo, inoltre, che se nella nostra vasca abbiamo in prevalenza piante lente e con poca luce, è praticamente inutile pensare di spendere soldi per fertilizzanti, dato che queste piante ricaveranno tranquillamente ciò di cui abbisognano dagli escrementi dei pesci e dai prodotti di decomposizione che troveranno nel fondo.
Attenzione, invece, alle piante rapide e a quelle galleggianti, vere spugne di nitrati; non è raro, infatti, che in queste vasche ci si ritrovi a zero di nitrati, con conseguente blocco della crescita di tutte le piante presenti. Per cui, cerchiamo sempre di abbinare piante con analoghe richieste nutrizionali; ciò renderà più facile anche a noi il controllo e la somministrazione dei fertilizzanti necessari.

Fondo

Anche per il fondo vale un po' il discorso fatto per i fertilizzanti; acquistiamo piante che ben si adattino alla tipologia di fondo che abbiamo allestito nella nostra vasca e, soprattutto, allestiamo un fondo che sia idoneo al tipo di piante che coltiveremo.

Un errore comune è quello di allestire un fondo con ghiaia calcarea e, poi, somministrare CO2. In questi casi ci si ritrova in situazioni sgradevoli per la possibile solubilizzazione del calcare a opera della CO2, con conseguente aumenti di GH e KH difficili da controllare. Per non incorrere in questo inconveniente basta fare una prova banale PRIMA di allestire il nostro substrato: prendiamo un po' di ghiaia e versiamoci sopra dell'acido muriatico (si trova nei supermercati); se la ghiaia "frigge" (si sviluppa, cioè, anidride carbonica) è sicuramente calcarea e inadatta ad un uso abbinato alla somministrazione di CO2.

Anche l'altezza del substrato è importante; non acquistiamo piante a stelo se non abbiamo un fondo sufficientemente alto da trattenere questo tipo di pianta con un'alta spinta di galleggiamento; in questi casi basterà lo sfregamento da parte di un pesce, o un Ancistrus particolarmente dispettoso, per ritrovarci tutto un cespuglio a galla.

Per il colore del fondo posiamo solo lasciare libero sfogo alla fantasia, dato che oggi vengono proposti talmente tanti tipi e tanti colori da soddisfare ogni esigenza. Ricordiamo che un fondo chiaro contribuisce, in piccola parte, a riflettere la luce che riceve ma, al contempo, rende i pesci più timorosi mentre un fondo scuro li mette maggiormente a loro agio, anche se alle piante piacerà un po' meno.

Infine, che materiale usare. Anche per questo aspetto non c'è che l'imbarazzo della scelta; la disponibilità è ampia e sarà solo una questione di gusti decidere che materiale usare per il fondo. Cerchiamo, ancora una volta, di usare un fondo adatto in quanto la ghiaia spigolosa è poco indicata per le piante a stelo mentre la sabbia non lo è per quelle con un apparato radicale imponente o con rizomi e bulbi.

Dimensioni

Anche se questo ci potrà sembrare strano, è sempre meglio acquistare piante giovani piuttosto che piante già adulte. Certo, viste le cifre che siamo costretti a sborsare fa sempre piacere poter portare a casa un bosco, ma una pianta giovane si adatta meglio alle nuove condizioni della vasca che una già adulta. Senza contare che è molto più semplice mettere a dimora nel fondo una pianta giovane, a cui siano state spuntate le radici, che non una pianta madre con un apparato radicale da far invidia a una quercia.

La pianta giovane, inoltre, essendo in piena crescita, ha un vantaggio non indifferente che deriva direttamente dall'impiegare meno tempo ad adattarsi alle nuove condizioni: ha un tempo di latenza nella nuova vasca che è notevolmente inferiore a quello di una pianta adulta, che ha già un tasso di crescita più ridotto. E questo, soprattutto in vasche appena avviate e che richiedono di consumare in fretta i nutrienti in eccesso, è un vantaggio da non trascurare.

Allelopatia

Un fenomeno particolarmente affascinante, anche se ancora non del tutto dimostrato nelle piante d'acquario è quello dell'allelopatia; tale termine sta a indicare il comportamento di alcune piante che, per difesa, emettono sostanze "tossiche" per altre piante e/o alghe.
Come detto, a parte alcuni casi, non è stato ancora dimostrato scientificamente che tale fenomeno si presenti anche per le piante acquatiche e in che misura.

Ad esempio, sembra che il Ceratophyllum eserciti un'azione inibente sulla Lemna minor, mentre la Vallisneria ha un'azione autoinibente, dato che lascia nel terreno segnali che avvisano che in quel punto è già stato preso tutto quello che c'era e che non è il caso di rimetterci un altro stolone a radicare. Questa potrebbe essere la spiegazione a quel fenomeno che ogni tanto si osserva e che vede tutte le piante di Vallisneria deperire improvvisamente nella vasca senza alcun apparente motivazione.

Quello che è certo è che vi sono alcuni casi in cui, per i motivi più incomprensibili, in certe vasche non è possibile coltivare certi tipi di piante nemmeno ad ammazzarle. Se si tratti di allelopatia o, più semplicemente, di condizioni inadatte, non è facile dirlo e, per lo meno in tempi brevi, neppure dimostrarlo. Però è molto suggestivo pensare che sia così.

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