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Alcune informazioni relative alle piante in acquario (W.Peris)

Una serie di informazioni sulla coltivazione delle piante in acquario, come renderlo adatto alla loro coltivazione, con alcune curiosità

Articolo di Walter Peris
sul sito www.walterperis.it (non più online)

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Descrizione

Collinetta erbosa - Foto © Marcus Wallinder

In queste pagine, come già avrete capito, si parla molto di acquari; soprattutto, e anche questo non vi sarà sfuggito, si parla molto di piante.
Ma sulle piante d'acquario sono stati scritti fiumi di inchiostro e di byte, direte voi. Che motivo c'era di versarne altri?
Be'... dal mio punto di vista ci sono molte cose ancora da dire e da scrivere o, meglio, da correggere, e è mio intento fare il possibile per tappare molte delle lacune che, per me, ancora esistono.
Ovvio che non io non vanto alcuna specializzazione nel ramo; mi limito a definirmi "un appassionato interessato".
Quindi, prendere tutto quello che trovate con beneficio di inventario e non come legge divina.
Ciò che vi posso garantire è che tutto quello che ho scritto è frutto delle mie personali osservazioni nel tempo e sul campo, o informazioni riportate da qualcuno e che io ho verificato.
Concludendo, quello che scrivo non è dedicato ai cosiddetti "esperti"; loro, quello che io dico e scrivo lo conoscono già e qui non troveranno nulla di nuovo. Io scrivo per chi, come me, è agli inizi in questo affascinante hobby.

Ed ecco una serie di capitoletti riguardanti le piante che molti potranno trovare interessanti.

Le piante a rapida crescita

Spesso mi capita di suggerire a chi allestisce per la prima volta una vasca di inserire molte piante a rapida crescita; e altrettanto spesso mi capita di sentirmi rispondere: perché? oppure: quali?
Vediamo di riassumere in poche righe le risposte a queste due domande.

Perché inserire piante veloci a crescere?

La risposta a questa domanda è abbastanza intuitiva: una pianta che cresca velocemente ha la prerogativa di consumare, altrettanto rapidamente, i nutrienti sciolti in acqua. Dato che nelle fasi iniziali di allestimento delle vasche l'accumulo di nutrienti provenienti dal fondo è alto (soprattutto quando si allestiscono vasche seguendo certi metodi) è utile abbinare a frequenti cambi d'acqua una discreta quantità di piante a rapida crescita.
Quante? Tante!
Non abbiate paura di metterne troppe; le piante non sono MAI troppe. Sempre meglio mettere una pianta in più e un pesce in meno, come dico sempre.

Certo, piante rapide significa anche potature frequenti; ma questo è lo scotto da pagare per avere vasche in salute e che non abbiano troppi problemi di alghe o di malattie. Del resto, mica ve lo ha ordinato il medico di dedicarvi all'acquariofilia, no? Come ogni hobby che si rispetti, anche questo ha i suoi lati meno piacevoli; e dato che esso coinvolge anche esseri viventi, è meglio pensarci su due volte e, se non si è più che sicuri, lasciar perdere tutto. Ci guadagnerete voi, in denaro e salute, e ci guadagneranno anche i pesci, che eviteranno fini tristi e premature. 

Quali piante?

Bene. Visto che siete arrivati fino qui, devo dedurre che avete anche intenzione di continuare; allora, eccovi un elenco di quelle che io ritengo piante a crescita veloce, utili nelle fasi iniziali di allestimento di un acquario.

Una nota: quanto scritto sotto è più che altro frutto della mia esperienza e delle mie osservazioni; per cui ci possono essere delle discrepanze tra quanto scrivo io e quanto riportato in letteratura. Chiunque abbia esperienze diverse, è pregato di riportarmele, che provvederò a integrare queste informazioni a beneficio di tutti. Non dimentichiamo che la crescita di una pianta in acquario è legata a troppi fattori e molti di essi sono completamente fuori dal nostro controllo.
Questa lista non è, ovviamente, esaustiva e qualche pianta potrebbe essere sfuggita all'elenco. Se vorrete segnalarmi ogni dimenticanza, vi sarò grato per l'eternità.
:-) 

Piante galleggianti

Queste piante sono utilissime come consumatrici di nutrienti e sono adatte a quelle vasche in cui si vogliano allevare, ad esempio, Anabantidi. Devono essere tenute sotto controllo dato che tendono a fare ombra alla piante sottostanti. Da tenere presenti anche per schermare dalla luce eccessiva le piante sciafile, come le Anubias e alcune Cryptocoryne. Inoltre, queste piante costituiscono un ottimo rifugio per molti avannotti (come i Guppy, ad esempio) che tra esse trovano riparo e cibo; una perfetta alternativa alle terribili "sale parto", purtroppo ancora molto diffuse.

Ceratophyllum demersum

La pianta rapida e galleggiante per eccellenza. Non dovrebbe mai mancare nella vasca di un acquariofilo. Forte consumatore di nitrati e fosfati ha, come tutte le piante galleggianti, l'indubbio vantaggio di usufruire della CO2 atmosferica per crescere, aggirando il più grosso ostacolo che tutte le piante incontrano all'inizio: la carenza di anidride carbonica in acqua. Grazie al fatto di avere accesso alla fonte inesauribile di questo gas, l'aria, la crescita rapida è garantita. Non necessita neppure di tantissima luce anche se, come per molte piante, una bella illuminazione, certo, aiuta. Utile se si allevano Anabantidi, che lo useranno per la costruzione dei loro nidi di bolle.
Abbastanza facile trovarlo nei negozi di acquari. In pratica, adatto anche ai principianti.
Qualcuno, per me a sproposito, attribuisce a questa pianta un effetto inibente sui cianobatteri; confesso che le peggiori infestazioni di cianobatteri che ho avuto nella vasca degli Scalari le ho avute in presenza del Ceratophyllum.
Un'altra nota: sembra che questa pianta abbia un discreto potere inibente sulla Lemna minor. Se qualcuno avesse notizia a favore o in contrasto con questa tesi, me lo faccia sapere.

Eichhornia crassipes

Una pianta di non facile reperibilità (giglio d'acqua) ed esigente come luce, ma dalla crescita veramente esplosiva e dal consumo notevole; in più, ha il grosso pregio di fiorire abbastanza facilmente. Adatta a vasche aperte e con forte illuminazione. A me, la prima volta, è capitato che si riempisse di parassiti, per cui ho dovuto sbarazzarmene.
Con la seconda mi è andata meglio; se visiterete la parte relativa alle foto dei fiori, ne troverete alcune relative a questa pianta.

Lemna minor

La famosa e temuta "lenticchia d'acqua" o "peste d'acqua". Ubiquitaria, è facile importarla in vasca attaccata ad altre piante. Difficile liberarsene, se trova le condizioni ideali (in genere, anche se non è necessario, una buona fonte di nitrati e un'acqua medio dura; secondo il mio parere, ama anche le fonti di inquinamento organico). Si diffonde come una pestilenza, ma consuma nutrienti come una spugna. Adatta sia a vasche aperte che chiuse. Va controllata in quanto una sua crescita potrebbe portare a oscurare del tutto la colonna d'acqua sottostante, con conseguente sofferenza delle piante.

Pistia stratiotes

Una bella pianta (lattuga d'acqua) che cresce molto rapidamente e in poco tempo copre la superficie della vasca. Come la Eichhornia crassipes, è adatta a vasche aperte e dotate di buona illuminazione.
Una nota: sembra che potare le radici di questa pianta sia deleterio, in quanto la può portare a morte precoce.
Non è di facile reperibilità.

Ceratopteris cornuta

Una pianta che può essere coltivata sia galleggiante che immersa. Come al solito, se coltivata in superficie ha la possibilità di svilupparsi meglio e di agire meglio come spugna di nitrati, processo per il quale va giustamente, credo, famosa. Sviluppa piante avventizie e ama la luce da media a intensa. Attenzione a non staccare le nuove piante troppo presto per non incorrere nella morte della nuova piantina (e, anche, della madre). Si trova abbastanza facilmente nei negozi ed è adatta anche per i principianti.

Egeria densa (ex Elodea densa)

Una pianta di facilissima reperibilità e di notevole crescita. Richiede molta luce ed è per questo che come galleggiante cresce più facilmente che sommersa. Ama le acque medio-dure e fresche, ma sopravvive bene anche a quelle più calde, pur mostrando, talvolta, delle marcescenze (non so se più legate a una carenza di luce, di qualche nutriente o alla temperatura). Si dice che ossigeni molto l'acqua, anche se io non ho mai notato sviluppo di ossigeno da questa pianta.

Micranthemum umbrosum

Una pianta che non è per nulla da definire galleggiante, ma che io ho notato crescere in modo esagerato se lasciata galleggiare nell'acqua; adattissima, per questo, per le vasche di Guppy, dato che tra i suoi fitti rami può nascondere le larve e gli avannotti. Non facile da trovare, ha una caratteristica che la contraddistingue: se coltivata in condizioni ideali, sotto intensa illuminazione forma delle bolle di ossigeno sulle sommità dei rami veramente spettacolari.
Esigente come luce, come detto, e anche come fornitura di nutrienti. Non è adattissima a chi è alle prime armi. E' tra le prime piante a segnalare carente nutrizionali e, per crescere al meglio, necessita di anidride carbonica; senza questo nutriente, stenta moltissimo.

Riccia fluitans

Una pianta venuta alla ribalta grazie al metodo giapponese e che è stata un po' snaturata. Tenerla sott'acqua, legata a sassi o tronchi non è per nulla facile e richiede una certa dose di abilità e fortuna. Meglio lasciarla galleggiare sul pelo dell'acqua, dove può formare, se le condizioni sono ideali, delle vere e proprie matasse. E' una pianta eliofila con alte richieste di luce e nutrienti, e non è facile da trovare sul mercato. Amatissima dagli Anabantidi, non la ritengo idonea per un principiante.

Piante sommerse

Le piante che descrivo qui di seguito hanno la tendenza a crescere molto, mettendo in ombra se stesse e le compagne vicine. Alcune di esse, inoltre, possono anche essere lasciate crescere galleggianti.

Hygrophila polysperma

Una pianta di facile reperibilità in tutte le sue innumerevoli varianti; non molto appariscente (richiede folti gruppi per poter essere attraente) ma di notevole crescita; a quanto ho notato, è anche abbastanza resistente all'attacco delle alghe. Da posizionare sullo sfondo, ma non in penombra. Adatta anche al principiante.

Hygrophila difformis

Come tutti ormai sapranno, questa pianta si presenta con un evidente dimorfismo delle foglie; dato che viene normalmente coltivata emersa, una volta messa in acquario modifica completamente la morfologia delle foglie, assumendo un aspetto assolutamente originale e attraente. Cresce moltissimo sia in altezza che in larghezza, in quanto ha radici aeree che si stendono per tutta la vasca. Richiede un controllo accurato, in quanto può occupare una superficie notevole del fondo. Abbastanza facile trovarla in negozio e adatta al principiante solo se cosciente di doverla "sorvegliare" attentamente.

Hygrophila corymbosa

Un'altra pianta che si trova con facilità in commercio, anche se è difficile credere che possa trasformarsi una volta posta in acquario; in vasche aperte può diventare un vero e proprio albero, con un tronco spesso anche 8-10 mm. E' facile preda delle alghe filamentose e deve essere curata molto bene; se non riceve molta luce, perde le foglie basse e allunga gli internodi, diventando quasi brutta. In condizioni ideali produce foglie enormi e fiorisce facilmente, come potete vedere nella mia pagina dedicata.

Didiplis diandra

Una pianta a stelo dal colore verde delicato e dalle foglie sottili. E' molto bella da vedere in gruppi folti e non richiede necessariamente una luce intensa; cresce molto rapidamente. Non è facile da trovare in commercio, ma la consiglio a tutti.

Rotala rotundifolia

Anche questa pianta è famosa per il dimorfismo delle sue foglie che, una volta immerse in acqua, si trasformano da rotonde in strette e lunghe, anche 2-3 cm o più. Cresce molto rapidamente e richiede molta luce per mantenere il suo naturale colore rossastro (oltre a una discreta fertilizzazione con ferro). Se lasciata crescere oltre il pelo dell'acqua fiorisce con facilità. Si trova abbastanza di frequente in commercio. Tende a formare delle radici aeree che si aggrappano e ogni cosa e si interrano con facilità, in quanto i suoi steli si comportano quasi come fossero degli stoloni, incurvandosi verso il terreno per propagarsi. Può raggiungere lunghezze incredibili. Se piantata troppo fitta, la parte bassa soffre la carenza di luce e perde le foglie. Si può tagliare e ripiantare la talea. Dal fusto cimato nascono nuovi getti; vi consiglio di lasciarli crescere 4-5 cm e poi eliminare i più piccoli, in modo da rinforzare il getto più robusto.

Glossostigma elatinoides

Una pianta particolare, che presenta un comportamento apparentemente contraddittorio: cresce in maniera esplosiva, se trova condizioni idonee, o si estingue in poco tempo se non trova le condizioni ideali. Richiede un fondo ben fertilizzato (questa pianta fatica ad assorbire certi nutrienti dall'acqua) e luce; più luce ha, più resta bassa e vicina al terreno.
L'altezza di questa pianta può essere vista come un perfetto indicatore della qualità e della quantità della luce in acquario. Richiede, a quanto pare, adeguata somministrazione di macro nutrienti come calcio, magnesio, potassio e ferro. Si trova facilmente in commercio, anche se alcune ditte vendono questa pianta a prezzi davvero esorbitanti. E' la pianta per eccellenza per creare praticelli da primo piano. Le sue ridotte dimensioni la rendono difficile da piantare all'inizio; sono necessarie una pinzetta, un substrato non grossolano o appuntito e tanta, ma tanta pazienza. Non consigliabile al principiante.

Echinodorus tenellus

Anche questa pianta è adatta a formare prati da primo piano. E' la classica "erbetta da acquario". Come la Glosso, ha due caratteristiche importanti: ama la luce (anche se non ai livelli della Glosso) e diventa facilmente infestante (molto più della Glosso). Riguardo al secondo aspetto, mi sembra giusto mettervi in guardia dalla sua tendenza a formare stoloni che possono essere fermati solo dei vetri dell'acquario; passano sotto ogni cosa e percorrono, sotto il substrato, anche distanze incredibili. Sul discorso luce, invece, posso dire che si comporta analogamente alla Glosso, anche se con luce scarsa non cresce più di tanto, ma inizia a soffrire, mostrando, talvolta, delle colorazioni anomale, tendenti al rosso violaceo. Anche questa pianta ama substrati molto fertilizzati ed è molto resistente.

Limnophila sessiliflora

Una pianta fenomenale per le prime fasi di avvio di un acquario, in grado di crescere anche 20-30 cm a settimana. Richiede una buona corrente per irrobustire il fusto e la somministrazione di CO2 e luce. Se lasciata galleggiare, può modificare la forma delle sue foglie e anche fiorire, come mostrato nella mia pagina dedicata alle foto dei fiori. Fate molta attenzione a tenere sotto controllo questa pianta che può allungarsi sul pelo dell'acqua e formare ramificazioni di anche un metro e più di lunghezza. Ovviamente, costituisce un ottimo riparo per avannotti di tutte le specie, anche perché tra le sue foglie si formano facilmente alghe filamentose, soprattutto se la corrente d'acqua non è abbastanza intensa, che costituiscono un ottimo substrato per la formazione di microrganismi di cui i piccoli si cibano. In questi casi, toglie anche molta luce alle piante sottostanti e a se stessa, tanto che la parte bassa del fusto tende ad ingiallire e a perdere tutte le foglie. La potatura, in questi casi come nei casi di eccessiva crescita, è semplice; basta tagliare il fusto un po' sotto il pelo dell'acqua e ripiantare la talea così ottenuta. Se il fusto sottostante è ancora sano, poco a valle del tagli si formeranno nuovi getti che cresceranno robusti. Se, al contrario, fosse danneggiato, è meglio toglierlo dal fondo ed eliminarlo e al suo posto mettere la talea tagliata.
In conclusione la ritengo una tra le piante da inserire nella classe "immortali", dato che cresce ovunque, comunque e con chiunque. Se fate morire una Limno, allora è meglio che cambiate hobby.
:-)

Cabomba caroliniana

Una pianta tra le più maltrattate in acquario in quanto piuttosto esigente e, troppo spesso, venduta ai principianti come pianta facile e da inizio. Purtroppo, invece, è una pianta che ama condizioni di acqua stabili, una luce intensa e una buona fertilizzazione con CO2. Per cui è adattissima per vasche già mature e con le giuste caratteristiche di fertilizzazione e non è per nulla adatta alle vasche in avvio. Un'altra sua caratteristica è quella di non sopportare le potature, per lo meno nella sua parte bassa. Per cui, una volta cresciuta, meglio tagliare dalla cima una talea sufficientemente lunga e gettare la parte bassa. Facile preda delle alghe filamentose, se attaccata, ne muore.

Bacopa caroliniana

Una pianta decisamente robusta e di ottima crescita, se messa nelle giuste condizioni. Ama la luce intensa e in condizioni di penombra si limita a vegetare, senza dare la soddisfazione che in genere può dare. In vasche aperte, se lasciata galleggiare, è in grado di fiorire, come potete vedere nella mia pagina dedicata. Di facile reperibilità sul mercato, deve essere piantata singolarmente e coi fusti ben separati per evitare che gli steli si facciano ombra e possano perdere tutte le foglie basse. Può raggiungere lunghezze davvero notevoli. Adatta a tutti.

Vallisneria spiralis

Una bellissima pianta, anche se, spesso, sottovalutata e maltrattata. La si ritiene, erroneamente, una pianta sciafila, mentre richiede molta luce e acqua da media a dura. Può raggiungere lunghezze veramente fenomenali ed è poco indicata per le vasche medio piccole, anche per la sua tendenza a formare stoloni che la portano ad occupare, praticamente, tutto il fondo a disposizione. Il problema di questa pianta è che non sopporta la potatura delle foglie, a meno che esse non vengano del tutto eliminate. In pratica, se si tenta solo di accorciarle, è facile che la foglia intera, poi, marcisca, divenendo preda di alghe e facendo morire, dopo un po', l'intera piantina. Quindi, tenetela solo in vasche ampie e alte, e sotto un buon flusso di corrente, in modo che possa "sventolare" le sue lunghissime foglie, creando un effetto davvero suggestivo. C'è da segnalare, infine, che alcuni denunciamo, improvvisamente, un arresto nella crescita e nello sviluppo di questa pianta; il fenomeno potrebbe essere imputabile al curioso comportamento di questa pianta che, come è stato dimostrato, ha proprietà autoinibenti (in pratica, dove cresce, lascia tracce chimiche che inibiscono la crescita di altre piante della stessa specie).

Bibliografia consigliatissima

  • Piante d'Acquario, di Christel Kasselmann, Primaris 1999
  • Piante facili, di H. De Jong, Primaris 1993
  • Il nuovo libro delle piante d'acquario, di G. Brünner e P. Beck, Ed. Tetra 1994
  • Consultate anche i siti di Tropica, Dennerle e GAEM, per maggiori informazioni sulle piante.

Le piante per un acquario di Discus

Da: Aquatic Gardening Information for Discus Tanks.
Come citato su Aquarium Plants Manual, di Ines Scheurmann, le piante qui di seguito elencate, possono crescere bene in acqua con temperatura fino a 30°C:

Come inserire le piante in un acquario

L'argomento sembra, come sempre capita in quest'hobby, abbastanza inflazionato ma č, purtroppo, ancora oscuro per i pių. Vediamo di sviscerare a fondo la cosa.

Come pulire le piante

Le piante vengono vendute, in genere, in due collocazioni: in un vasetto di plastica, con le radici inserite in lana di roccia, e in gruppi di steli, tenuti insieme da fascette di stagno o piombo. In generale, è meglio NON inserire mai le piante così come vengono acquistate, nelle vasche; è sempre opportuno pulirle sotto un getto di acqua corrente dato che, spesso, racchiudono tra le foglie e le radici le uova di chiocciole che non tutti amano avere in acquario.
Per cui ecco come procedere.

Le piante a fusto vendute con la fascetta devono essere liberate e la fascetta gettata. Quelle in vasetto, devono essere liberate delicatamente dalla lana di roccia, aiutandovi con un getto moderato d'acqua fresca e le radici accorciate, con una forbice ben affilata, fino a lasciare circa 2-3 centimetri di radici. Fate ben attenzione che le radici siano sode e bianche; in caso contrario, state per trapiantare una pianta malaticcia.

A seconda della pianta, poi, dovrete ottenere dal fascio che acquistate, un certo numero di pianticelle più piccole che laverete sotto un getto di acqua corrente fresca, ma non fredda.

Per i perfezionisti, è possibile disinfettare le piante in un bagno o di permanganato di potassio o di allume di rocca (la stessa sostanza che si usa per bloccare le emorragie prodotte dalla rasatura :-)). Del primo, usatene quanto basta per ottenere una soluzione intensamente colorata in viola (attenzione perché il prodotto tende a colorare tutto ciò con cui viene a contatto. Usate guanti in gomma e fate molta attenzione quando lo maneggiate; è tossico) mentre del secondo dovrebbe bastare un cucchiaio da tavola per litro d'acqua. E' molto importante risciacquare bene le piante, prima di metterle in vasca.

Come mettere a dimora le piante

Questa è la fase più complessa, dato che in letteratura vengono citati parecchi metodi, molti dei quali non del tutto corretti o inapplicabili.
Il sistema che uso io è, a mio avviso, molto semplice.

Utilizzando una comune pinzetta (quelle che il gentil sesso utilizza per regolare le sopracciglia) o un analogo strumento prodotto industrialmente allo scopo, è possibile inserire senza problemi le radici delle piante (o i fusti, per le piante che ne sono prive) nel substrato senza procurare danni alle stesse.
Inoltre, con questo metodo, è possibile piantare anche i fusti delle piante a stelo ravvicinati tra loro, operazione quasi impossibile se effettuata con le sole mani. Una volta posizionata la pianta, basta spostare un po' della ghiaia intorno, in modo da coprire bene le radici.
In alcuni casi è bene lasciare scoperta una piccola porzione superiore del fascio radicale.

Nel caso di piante con rizoma (es. le Anubias) è bene inserire il rizoma inclinato, in modo che l'estremità da cui spuntano le foglie resti fuori dal terreno per almeno un centimetro e che l'altra estremità sia ben sotterrata.

Infine, le piante a bulbo. Fate attenzione che gli "occhi" presenti nel bulbo siano posizionati verso l'alto, per dar modo alla nuova pianta di sbucare dal substrato senza problemi.

Come potare le piante

Le piante, se coltivate a dovere, dovranno essere regolarmente potate. L'intervallo tra una potatura e l'altra dipende dal tipo di pianta e dalle condizioni in cui sono coltivate.

Piante a stelo

Queste piante sono le più facili da potare, dato che in genere è sufficiente tagliare la sommità dello stelo qualche centimetro sotto il pelo dell'acqua. La talea ottenuta potrà essere ripiantata mentre dal fusto rimasto spunteranno nuovi getti laterali al punto di recisione. Una volta che questi getti saranno lunghi alcuni centimetri, si taglieranno i più esili, lasciano solo il più robusto che potrà, così, crescere più forte. Alcune piante a stelo, come la Cabomba, tuttavia, soffrono questo trattamento e i fusti bassi, dopo un po' di tempo, inizieranno a deperire, se le condizioni non saranno più che ottimali. In questo caso sarà opportuno eliminali e sostituirli con le talee.

Piante a rosetta

Queste piante, purtroppo, non possono essere ridotte in altezza come le piante a stelo e, se troppo invasive, potranno solo essere sfoltite, tagliando alla base le foglie più vecchie e grosse. Attenzione perché non è possibile eliminare indiscriminatamente tutte le foglie, pena una sofferenza di tutta la pianta che può portarla, rapidamente, alla morte.

Piante galleggianti

Queste piante possono essere potate senza problemi se a stelo oppure dovranno essere eliminate del tutto se a rosetta. Fate attenzione alla Pistia stratiotes e all'Eichhornia crassipes, che non sopportano il taglio delle radici; così facendo potreste portarle a morte certa. Staccate le piante figlie piccole e gettate le madri, grosse e ingombranti, eseguendo questa operazione quando la pianta figlia sarà di dimensioni almeno pari alla metà della pianta madre.

Piante con stoloni

Le piante che formano stoloni richiedono un trattamento particolare, dato che separare la pianta figlia troppo presto potrebbe portare alla morte della stessa. Quindi, prima di recidere lo stolone e ripiantare la nuova piantina, aspettate che abbia raggiunto una dimensione almeno pari a un terzo (meglio metà) delle dimensioni della pianta madre.

Perché, sotto la luce, le piante diventano rosse?

Una domanda, questa, che ci siamo posti sicuramente molte volte, senza mai trovare o ricevere, una risposta soddisfacente.
Vediamo se riusciamo, una volta per tutte, a svelare questo "mistero".

Innanzitutto, è meglio chiarire che stiamo parlando della colorazione rossastra che compare in piante che, in condizioni normali, rosse non lo sono per nulla e che, quindi, risulta anomalo per quel tipo di pianta.

La prima cosa che si può dire, è che si tratta di una difesa che la pianta attua per proteggersi dall'eccessiva illuminazione. Forse non tutti sanno che una forte illuminazione è, per le piante, più dannosa che un'illuminazione scarsa. Infatti, mentre in presenza di scarsità di luce la fotosintesi rallenta, senza alcuna conseguenza negativa per la pianta se non una stasi nella crescita, in caso di forte illuminazione, gli apparati fotosintetici della pianta possono, addirittura, danneggiarsi, mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa del vegetale.

Vediamo, ora, nei dettagli cosa esattamente accade.
Prima di tutto, ricordiamo che la fotosintesi avviene grazie alla presenza di molecole dette clorofille, che hanno il compito di catturare la luce e trasformare questa energia luminosa in energia chimica che la pianta possa sfruttare per vivere e crescere. Perché ciò accada, queste clorofille, una volta assorbita la radiazione luminosa, si trasformano in molecole che vengono dette eccitate. Queste molecole, incontrando altre opportune sostanze, cedono questa energia sotto forma di un elettrone, dando inizio a tutta la catena fotosintetica che porterà alla produzione di zuccheri e alla espulsione di ossigeno, come prodotto di scarto. Una volta che la clorofilla eccitata abbia ceduto il suo elettrone, tornerà a uno stato detto fondamentale grazie, anche, all'acquisto dell'elettrone mancante a spese dell'acqua, che sarà ossidata a ossigeno (lo "scarto" di cui parlavamo prima).

Ovviamente, tutti questi processi, anche se molto veloci, richiedono sempre del tempo perché possano avvenire; è abbastanza facile capire che se la clorofilla non dovesse reperire le molecole a cui cedere la propria energia, una volta eccitata, si verrebbe a trovare in una situazione di instabilità pericolosa. In pratica, la clorofilla non può rimanere nello stato eccitato troppo a lungo; prima o poi, dovrà cedere la sua energia a qualcuno. In caso di illuminazione troppo forte, si vengono a creare le condizioni per cui troppo molecole di clorofilla si troveranno nello stato eccitato e non avranno a disposizione abbastanza molecole a cui trasferire gli elettroni. A questo punto, il più probabile accettore di questa energia in eccesso sarà l'ossigeno, che formerà una specie radicalica altamente reattiva, detto ossigeno in singoletto, un radicale libero che potrà attaccare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, prime tra tutte le membrane lipidiche delle cellule vegetali, danneggiandole irreparabilmente.

Ovviamente, l'evoluzione ha fatto si che le piante trovassero un sistema per proteggersi da questi inconvenienti; ecco a cosa servono i carotenoidi nelle piante superiori. Queste molecole hanno il compito di assorbire l'energia eccedente delle clorofille, in modo da disperderla come calore, preservando le cellule dai danni dovuti alla creazione di radicali ossigeno.

Quindi, in condizioni di forte illuminazione, si vengono ad accumulare, nelle parti più esposte della pianta, grosse quantità di caroteni (sopratutto violaxantina) che producono il colore rosso che vediamo normalmente; in pratica, la pianta si "abbronza" per proteggersi dall'eccesso di luce.

Il processo che si verifica, da un punto di vista chimico, è il seguente:

trasformazione di un carotenoide, la violaxantina, in un altro, la zeaxantina
 

Come vedete dall'equazione sopra scritta, che passa per una forma intermedia detta anteraxantina, si ha la trasformazione di un carotenoide, la violaxantina, in un altro, la zeaxantina, che si accumula. Col cessare dello stimolo luminoso, la reazione si inverte.

Walter Peris

Riferimenti & Link
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