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Come allestire un acquario (W.Peris)

Piccola guida per allestire un acquario per chi è agli inizi, e non sa quasi mai da che parte cominciare, in modo da rendere meno traumatico, soprattutto per il portafoglio, l'approccio al nostro hobby.

Articolo di Walter Peris
sul sito www.walterperis.it (non più online)

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Descrizione

Spesso mi capita di essere contattato da persone che vogliono allestire un acquario e non sanno quasi mai da che parte cominciare.
In queste righe vorrei provare a dare una guida in modo da rendere meno traumatico, soprattutto per il portafoglio, l'approccio al nostro hobby.

Ecco quali sono, secondo me, i passi da fare per allestire i primo acquario.

La scelta dell'ambiente

Tante cose si sono dette sulle possibili dislocazioni di un acquario in casa, ma nessuna veramente attendibile, secondo me.
L'unica cosa certa è che dovrete piazzare la vasca nel posto più comodo PER VOI, perché sarete VOI a godervi l'acquario e a doverci mettere dentro le mani per far manutenzione.
Quindi, va bene scegliere un posto tranquillo, riparato, lontano dalle finestre e dalle porte e quant'altro, ma prima di tutto questo viene la VOSTRA comodità. Riuscite a immaginare che meraviglia debba essere avere una vasca che rispetti tutti i divieti visti sopra, ma che si trovi a 2 metri da terra?

Quindi, prima di tutto, individuate una zona che vi permetta di lavorare comodamente intorno alla vasca e che vi consenta di ammirarla in tutta calma e relax e se, per disgrazia, questo punto dovesse essere vicino a una finestra, infischiatevene bellamente. Non è assolutamente vero che le finestre vicine agli acquari favoriscano automaticamente l'insorgenza delle alghe. Anzi, un po' di luce solare non può che far bene a piante e pesci.

L'unica vera accortezza che dovrete usare sarà quella di accertarvi che il vostro pavimento sia in grado di sopportare il peso della vostra vasca. Una vasca piena e allestita pesa MOLTO di più di quanto possiate immaginare.

Diciamo, in linea di principio, che per vasche fino a 250 litri, a meno che non abitiate in una catapecchia, non ci sono grossi problemi; abbiate la cautela di sistemare le grosse vasche vicine ai muri portanti e non al centro della stanza. Per vasche di capacità superiore sarà il caso che facciate fare una perizia da qualche ingegnere.

La scelta del volume dell'acquario

Su questo punto sono abbastanza in accordo con quanto si dice in giro: se avete incertezze, prendete la vasca più grande che potete permettervi. Se non avete molta esperienza con gli acquari, le vasche grandi, se da principio vi costeranno più fatica e denaro, alla lunga vi ripagheranno con una maggior stabilità dei parametri e ammortizzeranno meglio i vostri inevitabili errori.

Inoltre, esiste una legge abbastanza dimostrata in acquariofilia secondo la quale ogni vasca, per quanto grande vi possa sembra all'inizio, si dimostrerà, quanto prima, irrimediabilmente troppo piccola, una volta avviata.

Quindi, compatibilmente con le vostre possibilità economiche, scegliete vasche grandi, ma poco alte.

Tenete presente che una maggior profondità vi permetterà di aver più spazio per creare zone di attrazione e di disporre più arredi all'interno, mentre vasche troppo alte avranno sempre problemi di illuminazione del fondo e difficoltà nella manutenzione.

La scelta dell'acqua

In genere, l'acqua è l'ultimo dei problemi di un acquariofilo, dimenticando, invece, che è proprio l'acqua la componente fondamentale del nostro acquario. Tutti gli organismi che decideremo di avere con noi vivranno per tutta la loro vita immersi in questo liquido e che, quindi, dovrà avere l'attenzione che merita.

Ma perché lo metto in cima alla lista? Perché sarà proprio l'acqua che sceglieremo di usare a determinare il successo o meno del nostro acquario. Se dai nostri rubinetti esce acqua molto dura (cosa non rara, in Italia) e non abbiamo la possibilità, o la voglia, di procurarci acqua da osmosi inversa (RO), allora potremo scordarci di allevare ciclidi del sud America, ad esempio, o Discus o ogni altro pesce che desideri un'acqua tenera e acida.

Quindi, prima di decidere cosa metteremo di vivo in vasca, dovremo decidere che acqua VORREMO usare per il nostro acquario. Ogni altra scelta sarà, ovviamente, legata a questa decisione.

L'avere acqua dura, tuttavia, non preclude affatto la possibilità di avere vasche belle ed attraenti; vi sono molti pesci, infatti, che possono vivere benissimo in queste acqua, dai piccoli Guppy ai possenti e coloratissimi Ciclidi africani, passando per tutta una grande varietà di coloratissimi pecilidi.
Perciò, una volta scelto dove mettere la vasca e di che forma e dimensioni comperarla, decidiamo che acqua vorremo usare e, di conseguenza, sceglieremo pesci e piante per quest'acqua.

In rete e in letteratura sono disponibili informazioni sulle caratteristiche dell'acqua necessarie all'allevamento di tutti i pesci d'acquario; se non vogliamo avere problemi in futuro, scegliamo pesci, piante e acqua compatibili tra loro.

L'acqua dura

Quest'acqua ha, in genere, un'elevata conducibilità (maggiore di 450 mS/cm) e un'elevata durezza (GH superiore a 10, ad esempio). Quest'acqua, purtroppo, è quella che esce dalla maggior parte dei rubinetti delle città italiane e non è adatta a molti tipi di pesci, soprattutto se amanti di acque tenere e acide. Il pH di quest'acqua, infatti, è quasi sempre superiora a 7.5, per non dire, addirittura, superiore a 8 in molti casi.

Tuttavia, se proprio non ce la sentiamo di potare avanti e indietro taniche di acqua RO e non vogliamo neppure pensare di comperare un impianto a osmosi inversa, abbiamo sempre diverse scelte a disposizione, come tipologia di pesci e piante.

Ad esempio, possiamo pensare di allevare i Ciclidi dei grandi laghi africani, pesci coloratissimi e dal comportamento sociale e riproduttivo assolutamente singolare e affascinante.
Oppure, possiamo dedicarci all'allevamento dei colorati e prolifici Guppy, Xipho e altri pecilidi o, infine, possiamo tenere i bellissimi Carassius, i classici pesci rossi, in tutte le loro varietà.
Le piante, purtroppo, sono già meno numerose; tra esse possiamo ricordare la Vallisneria, in tutte le sue varietà e specie, l'Egeria densa, il Microsorum pteropus, le Anubias, tutte le galleggianti e la Limnophila sessiliflora.

Teniamo presente, però, che allevare i Ciclidi africani, spesso, significa non poter mettere piante a causa della tendenza che molti di questi pesci hanno di scavare nel fondo.

I Carassius, infine, sono noti per la loro tendenza a cibarsi di ogni pianta che sia più tenera di Anubias e Microsorum pteropus. Teniamone conto quando sceglieremo i pesci per il nostro acquario.

L'acqua media

Un'acqua che abbia le caratteristiche intermedie a quelle estreme delle acqua tenere e dure.
Questo tipo di acqua permette di tenere tutti i pesci e le piante disponibili sul mercato, previo adattamento adeguato.
In genere, è difficile da trovare, in quanto ci si trova più spesso nelle due sopra citate situazioni ed è più probabile che la si ottenga per miscelazione di acqua di rubinetto e acqua RO secondo diversi rapporti.

Ha un valore di durezza, GH, compreso tra 5 e 10 e una conducibilità compresa tra 100 e 400 mS/cm.

L'acqua tenera

Questo tipo di acqua è sicuramente il più versatile in quanto ci permette di allevare la maggior parte dei pesci disponibili sul mercato, per non parlare delle piante.

Per nostra sfortuna, però, avere a disposizione quest'acqua direttamente dai nostri rubinetti è prerogativa di pochi e fortunati acquariofili, in genere abitanti in prossimità delle montagne e delle sorgenti. In genere, questo tipo di acqua ha una conduttività inferiore ai 100 mS/cm e una durezza totale, come GH, inferiore a 5.

La maggioranza di noi comuni acquariofili mortali deve sobbarcarsi il viaggio con taniche e tanichette dal negozio di acquari a casa oppure, scelta più onerosa, acquistare un impianto per la depurazione dell'acqua tramite osmosi inversa. Ovviamente, tranne pochissime eccezioni, l'acqua RO pura non è adatta all'uso in acquario. Essa deve sempre essere indurita o con acqua di rubinetto o, meglio ancora, con appositi sali, come descritto nelle mie pagine relative.

Come detto, quest'acqua è adatta alla maggior parte di pesci e piante in commercio e per questo motivo non farò qui un elenco. Sarebbe troppo lungo. Mi limiterò a dare solo un suggerimento: con quest'acqua è importante controllare il valore di KH in quanto, essendo molto basso, potrebbe rendere instabile l'acqua e far variare il pH anche di alcune unità.

L'acqua potabile

L'acqua che esce dai nostri rubinetti è, sicuramente, il metodo più comodo per riempire l'acquario tra i tanti a nostra disposizione.
Purtroppo, però, non sempre va bene.
A parte i problemi di durezza, già visti in altri punti, qui vorrei aggiungere solo due parole sul perché sia meglio non usare, a meno di casi particolari, l'acqua potabile.

Per legge, la composizione minerale dell'acqua potabile deve rispettare certe specifiche che, malauguratamente, non sempre si adattano alle nostre esigenze. Ad esempio, la legge ammette, nell'acqua che sgorga dai nostri rubinetti, un limite massimo di 50 mg/L di nitrati; è abbastanza intuitivo capire che un simile valore, se è tollerato dal nostro organismo, è del tutto fuori luogo in un acquario dove, tranne casi sporadici, i nitrati hanno la brutta tendenza ad accumularsi.
Disgraziatamente, i nitrati non sono gli unici ioni fastidiosi, per noi acquariofili, presenti nell'acqua potabile.

Anche i silicati, tanto cari alle diatomee, un genere di alghe che formano patine viscide e marroni, e i metalli pesanti, generalmente derivanti dalla presenza di vecchie tubature in piombo o rame, hanno una forte presenza in acqua di rubinetto. Tutti questi ioni giocano un ruolo negativo in acquario e possono essere, più o meno, eliminati con trattamenti quali l'osmosi inversa o la demineralizzazione attraverso resine a scambio ionico.

Al di là di tutto questo, di per sé già abbastanza negativo, abbiamo anche altri due problemi legati alla tipologia delle falde da cui gli acquedotti attingono l'acqua che, poi, distribuiscono in rete. Il primo è dovuto alle variazioni stagionali nella concentrazione dei minerali, conseguenza di piogge o siccità che fanno variare i livelli delle falde, mentre il secondo è legato al differente contenuto di inquinanti biologici che costringe a somministrazioni, più o meno irregolari e inaspettate, di disinfettanti clorati, molto pericolosi se finissero in acquario.

Per questi, e per gli altri motivi che riguardano la durezza e che ho già trattato, il mio suggerimento è di non usare l'acqua di rubinetto a meno che non se ne possa fare proprio a meno. In ogni caso, suggerisco l'uso regolare e prudente di un buon biocondizionatore per l'acqua, per essere sicuri di non dover incorrere in qualche spiacevole incidente dovuto ad un eccesso di inquinanti. Per grossi volumi di acqua, che impoverirebbero, in breve tempo, le nostre risorse economiche, vi suggerisco di considerare l'acquisto di biocondizionatori per laghetti, in genere più concentrati ed economici di quelli per acquario, che vi permettono di trattare enormi volumi di acqua a costi nettamente inferiori.

Una nota finale: l'uso di agenti acidificanti per abbassare il pH dell'acqua potabile è da evitare nel modo più assoluto. Hanno un potere solo temporaneo, incidono pesantemente sul potere tampone dell'acqua, possono essere molto pericolosi e aggiungono, spesso, all'acqua sostanze che si vorrebbe evitare di avere presenti.

L'acqua di pozzo

Capita spesso di sentir chiedere se sia possibile usare l'acqua di pozzo per gli acquari. In genere, io lo sconsiglio in quanto quest'acqua non subisce alcun controllo sanitario e, spesso, risulta inquinata da sostanze poco piacevoli in acquario, primi tra tutti nitrati e fosfati.

Inoltre, queste acque subiscono variazioni notevoli nella loro composizione fisico-chimica per le oscillazioni stagionali dovute alle piogge o ai periodi di siccità.

Se volete usare acqua di pozzo, accertatevi che non sia inquinata e che sia controllata periodicamente dalle ASL o da altri laboratori, in modo da poter escludere ogni tipo di inquinamento biologico, più pericoloso di ogni altro inquinamento chimico.

La scelta dei pesci e delle piante

Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, la scelta di pesci e piante dovrebbe essere fatta in funzione del tipo di acqua che abbiamo intenzione di utilizzare per il nostro acquario.

Nel caso delle piante, inoltre, interviene un secondo fattore, decisamente più complesso: la tipologia di fertilizzazione che vorremo usare per esse. Per quanto questo particolare possa sembrare di poco conto, in realtà esso nasconde diverse insidie in quanto la fisiologia vegetale è così complessa da richiedere parecchia attenzione. Infatti, la scelta delle piante dovrebbe essere fatta pensando, oltre al tipo di acqua che useremo e al tipo di vasca che allestiremo, anche a come decideremo di coltivarle, dal tipo e dalla quantità di luce che decideremo di dar loro, dalla possibilità di somministrare CO2, dal tipo di fertilizzazione che adotteremo (in acqua e/o nel fondo).

Quindi, poiché per la scelta dei pesci esistono molte fonti di informazione, sia in rete che presso i negozi specializzati, io mi soffermerò più che altro sulla parte relativa alle piante, in quanto le informazioni riguardanti i vegetali acquatici sono sempre le più carenti, oltre che ricche di inesattezze e, in molti casi, di sciocchezze.

Poiché la parte relativa all'acqua l'ho già trattata in un altro punto del sito, passerò ora a trattare gli altri punti relativi all'allestimento che potrebbero interessarci.

Luce

Essendo l'argomento "luce in acquario" già trattato in un'altra parte del sito, in queste righe mi limiterò a chiarire alcune cose sul tipo di piante da inserire in una vasca che sia dotata di serie di un certo tipo di illuminazione.

Quasi tutte le vasche industriali vengono vendute già dotate di impianto di illuminazione; in genere, queste lampade sono a fluorescenza (più impropriamente chiamate "neon") e sono tra le più versatili in campo acquariofilo. Purtroppo, per motivi legati alla sicurezza degli impianti elettrici installati sulle vasche, l'illuminazione di serie non è quasi mai sufficiente a permetterci di avere vasche "olandesi". Quindi, è meglio mettere subito in chiaro che se vogliamo avere una vasca di questo tipo dovremo, necessariamente, rivolgerci a una tipologia di illuminazione del tutto differente.

Con la luce fornita dalle vasche industriali possiamo, comunque, avere vasche ricche di vegetazione se sapremo scegliere le piante giuste e adatte alla scarsa luce che riceveranno. Il mercato acquariofilo, infatti, ci permette di scegliere una gran varietà di piante in grado di darci soddisfazioni anche con questa illuminazione; quasi tutte le Cryptocoryne, ad esempio, saranno in grado di adattarsi alla scarsa luce disponibile e di produrre folte foreste subacquee. Accanto a queste, abbiamo le classiche piante sciafile come le Anubias, di cui possiamo trovare moltissime varietà in negozio. Anche parecchi Echinodorus e Rotala possono ben svilupparsi in queste vasche (escluderei, però, la Rotala macrandra, una pianta decisamente difficile), oltre all'Egeria densa e alla Limnophila sessiliflora.

Ad esse si possono aggiungere il classicissimo Microsorum pteropus, in tutte le sue varianti, alcune Ceratopteris, soprattutto se lasciate galleggiare, e il Ceratophyllum demersum.

Eviterei, però, le Cabomba, piante decisamente poco adatte ai neofiti, soprattutto se coltivate senza CO2.

L'anidride carbonica

Questo nutriente costituisce, di certo, il nodo più difficile da sciogliere all'atto dell'acquisto di un acquario; difficile, infatti, far digerire a un acquariofilo la quasi sempre notevole spesa per l'acquisto di un impianto di diffusione di CO2.

In ogni caso, è sempre possibile coltivare piante acquatiche senza dover somministrare necessariamente CO2; quello che conta è sapere che la loro crescita non sarà eccezionale e, di conseguenza, il consumo di inquinanti (come nitrati e fosfati) sarà rallentato.

Tolte alcune eccezioni, moltissime piante acquatiche possono crescere bene in acquario anche senza l'ausilio di questa fonte di carbonio. Attenzione, però, che se esso divenisse carente, le piante andranno a recuperarselo dai bicarbonati, rendendo instabile il sistema acquario, soprattutto se non avremo l'accortezza di eseguire sufficienti e regolari cambi d'acqua.

Una cosa che è utile sapere, però, è che la somministrazione di CO2 diventa davvero necessaria solo se provvederemo a fornire alle nostre piante tutta la luce di cui hanno bisogno; ci accorgeremo se le piante vanno in carenza proprio dal "consumo" di bicarbonati (il nostro KH scenderà in maniera preoccupante, accompagnato da una salita altrettanto preoccupante del pH verso valori troppo basici) o da un rallentamento della crescita.

In ogni caso, il mercato, oggi, offre diversi sistemi, alcuni dei quali decisamente abbordabili come prezzo, tanto da permetterci di valutare più adeguatamente se il nostro sistema acquario necessiti o meno di un più sofisticato impianto di diffusione di CO2 di più ampia durata (in bombola, ad esempio).

In ogni caso, se siete indecisi, suggerisco di acquistare un impianto per la diffusione della CO2 piuttosto che un inutile cavetto riscaldante per il fondo.

La fertilizzazione

Anche questo parametro è molto importante e andrebbe valutato prima di allestire un acquario. E' piuttosto difficile, infatti, rifare un fondo in una vasca finita.

Quindi, se decideremo di acquistare piante dotate di buon apparato radicale (Crypto ed Echino, ad esempio), meglio pensare a un fondo fertilizzato fin da subito, mentre se vorremo mettere in prevalenza piante a stelo (con poche radici, quindi), fertilizzare il fondo sarà del tutto inutile.

Una cosa da non dimenticare è che i fertilizzanti per il fondo sono terricci specifici per acquari e sono venduti con la chiara dicitura che si tratta di fertilizzanti per il fondo; giusto per dirla tutta, quindi, la laterite, come tutte le terre rosse ad essa simili, NON E' un fertilizzante per il fondo. Quindi, non sprecate soldi per riempire il fondo di laterite se non intendete usare un sistema industriale adeguatamente studiato per il suo utilizzo.

Se, viceversa, optate per una fertilizzazione liquida dell'acqua, vi suggerisco di munirvi di prodotti che siano i più semplici e completi possibili, evitando linee troppo specializzate che comportino l'uso di decine di fertilizzanti diversi per i diversi giorni della settimana e per le diverse ore del giorno... :-)

Accertatevi, quindi, che essi contengano i più utili nutrienti come il ferro, il potassio, il magnesio, il manganese e altri micronutrienti.

La scelta della luce

Un tasto dolentissimo, questo.La luce... croce e delizia dell'acquariofilo.
Suo il merito se la vasca va bene, sua la colpa se compaiono le alghe. Ma è vero questo?
Ovviamente no, anche se con le dovute cautele del caso.

Come la pensi io sulla luce in acquario, lo potete sapere visitando altre mie pagine; quindi, non starò a ripetere qui le stesse cose. In queste righe mi limiterò a suggerire che tipo di illuminazione prevedere per un nuovo acquario e come disporla e, soprattutto, come sceglierla in base alla tipologia di vasca che decideremo di allestire.

Abbiamo già visto come scegliere pesci e piante, quindi darò per scontato che le piante siano già state scelte, selezionate e acquistate ed è a questo punto che diventa importante decidere che illuminazione dare ad esse. Ma attenzione: se la vostra vasca è prevalentemente dedicata ai pesci, sarà ai loro colori e al loro comportamento che dovrà essere adattata l'illuminazione, non più alle piante, soprattutto se le poche presenti sono poco esigenti sotto quest'aspetto.

Quindi, guardate bene la vostra vasca e non lasciatevi fuorviare dai consigli di qualche sedicente esperto; comperate le lampade che servono per la VOSTRA vasca.

Ricordate che le lampade a toni caldi sono ricche di rossi ed esalteranno questo colore in pesci e piante, mentre le lampade a luci più fredde (quelle a temperatura di colore più alta, per capirci, superiore a 5000K, dette anche a luce bianca o diurna) esalteranno i toni blu.

Per alcune vasche si può anche pensare ad introdurre delle vere e proprie lampade blu per intensificare questo colore in certi pesci, soprattutto Ciclidi dei grandi laghi africani. Purtroppo, però, questa tonalità di colore sembra piacere molto alle alghe e se questo può essere positivo in una vasca Malawi, potrebbe diventare un problema estetico piuttosto importante in una vasca normale.

Walter Peris

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