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Yasuhikotakia longidorsalis

Taki & Doi, 1995

Una specie rara da trovare in commercio e poco conosciuta

Image
Descrizione

Yasuhikotakia longidorsalis - Foto © Kamphol Udomritthiruj (Loaches.com)

Sinonimi
Botia longidorsalis
Dimensioni massime in natura

8.0 cm SL

La specie Yasuhikotakia longidorsalis è un botia è molto difficile da trovare in commercio, di cui non si sa molto, ma la sua distribuzione dovrebbe essere ristretta al solo Mekong. Carattere ed esigenze sono simili a quelle degli altri membri del genere Yasuhikotakia, quindi una vasca grande, con eccellente filtrazione e cambi d'acqua regolari. Gli Yasuhikotakia longidorsalis sono eccellenti scavatori ed apprezzano quindi un fondo di sabbia fine e non tagliente, per non danneggiare i loro delicati barbigli. La luce è meglio che sia smorzata da piante galleggianti.

Yasuhikotakia longidorsalis si distingue da Yasuhikotakia morleti per l'assenza di una striscia dorsale nera. Si distingue da Yasuhikotakia eos per la macchia a mezzaluna ad alto contrasto (rosa e nero) sul peduncolo caudale. Un altro segno distintivo sono le "strisce tigrate" iridescenti sui fianchi e alcuni spot chiari sulla pinna caudale.

Morfologia: Raggi dorsali molli (totale): 13-14; Raggi anali molli: 9-9; Vertebre: 30-31. Distinguibile da tutte le altre specie del gruppo modesta dalla combinazione di seguenti caratteri: 9-10 raggi ramificati della pinna dorsale, 13-18 strette barre brunastre e irregolari sui fianchi, una vasta barra su peduncolo caudale e numerosi piccoli punti brunastri sui lobi della pinna caudale; una stretta e pallida barra sulla fronte e dietro una barra nera sul peduncolo caudale.

Il genere Yasuhikotakia è stato eretto da Nalbant (2002) per includere alcuni ex membri del genere Botia che in precedenza erano stati chiamati il "gruppo" di Botia modesta in seguito a Taki (1972). I membri sono definiti dalla seguente combinazione di caratteri, come indicato da Kottelat (2004): lobo mentale non sviluppato in un barbiglio, con una coppia di papille carnose sul bordo anteriore; fontanella fronto-parietale grande e larga; camera anteriore della vescica natatoria parzialmente coperta da capsula ossea; camera posteriore grande; parte superiore della stretta sopra-etmoide; forame ottico piccolo; processo anteriore della premascella intero, non circostante una cavità; processo rostrale lungo, con una cresta più o meno distinta lungo il bordo interno; spina suborbitale fortemente ricurva all'indietro e bifida; testa nuda.

  • Specie che deve vivere in gruppo
  • Specie aggressiva e territoriale
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o d'allevamento.
Distribuzione

Asia: a quanto si sa soltanto nel sistema del fiume Mekong.

DATA DEFICIENT

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
DATA DEFICIENT (dati carenti)

  • Yasuhikotakia longidorsalis: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima: tropicale

Vai alle pagine sui biotopi naturali dei Botia

Valori acqua in natura
dH: 5.0 - 12.0
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 120x40x40h cm per un gruppo di almeno 5-6 esemplari.
Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia fine, non tagliente, per non danneggiarne i delicati barbigli; con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami a formare più nascondigli e ripari che si può.
L'illuminazione può essere relativamente bassa, per cui si possono aggiungere solo piante che stanno bene in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Bisogna assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto gli Yasuhikotakia come tutti i botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori rovesciati, pezzi di tubo in pvc o terracotta, gusci di noci di cocco, e altri arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato.
Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari.
E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare.
Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza di un vero e proprio fiume-acquario, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente.
Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: non si sa molto su Yasuhikotakia longidorsalis, ma si suppone abbia il carattere turbolento e territoriale delle altre specie del genere.
Deve comunque essere evitata la convivenza con pesci dai movimenti lenti e/o con pinne lunghe, come ad esempio Betta, Guppy o molti ciclidi, ma possono essere compagni di vasca più adatti dei ciprinidi pelagici e attivi, come molti Devario, Rasbora, Puntius e alcuni Danio spp.
In termini di altri abitanti del fondo, dovrebbero convivere relativamente pacificamente con la maggior parte delle specie di Botia e di Syncrossus, o in vasche molto grandi, con Chromobotia macracanthus.
Stanno bene anche con alcuni cobitidi e nemacheidi, e con le specie di Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare problemi.

Gli Yasuhikotakia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.
Detto questo, tendono a formare aggregazioni meno affiatate rispetto ad alcuni congeneri, ma dovrebbero comunque essere allevati in gruppi numerosi, poiché richiedono un contatto regolare con i conspecifici, un fatto esemplificato da una serie di rituali comportamentali che sono stati costantemente registrati negli acquari.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Botia

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale. I botia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perché le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana.

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia del dimagrimento" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli acquariofili nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

Alimentazione

Anche se gli Yasuhikotakia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. La loro dieta in natura consiste in molluschi acquatici, vermi, insetti e altri invertebrati.
In acquario non hanno pretese,  ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. Sono invece raccomandati i pastoni casalinghi a base di gelatina preparati con un mix di ingredienti naturali.
Come la maggior parte dei botia predano le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

Dimorfismo sessuale

Le femmine sessualmente mature sono normalmente più piene di corpo e diventano un po' più grandi dei maschi.

Riproduzione

Non esistono segnalazioni di riproduzioni di Yasuhikotakia longidorsalis in acquari privati, e anche se alcune specie di Yasuhikotakia vengono riprodotte commercialmente per l'hobby acquariofilo attraverso l'uso di ormoni, Yasuhikotakia longidorsalis non è una di queste.

Specie appartenenti al Genere

Speckletail loach, Botia coda puntinata

Abbastanza difficili da trovare, in genere arriva nei negozi mescolato a grandi gruppi di Yasuhikotakia morleti. Nonostante le dimensioni contenute ha un'indole spiccatamente aggressiva e territoriale...

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 9.0 cm SL
Temperatura: 26 - 30°C
Sun Loach, Botia sole

E' un botia aggressivo, che andrebbe tenuto in gruppo numeroso perché si formi una naturale gerarchia, in un grande acquario monospecifico o in compagnia di botia dal carattere parimenti aggressivo...

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 11 cm TL
Temperatura: 24 - 28°C
Silver loach

Raggiunge ragguardevoli dimensioni per cui, insieme al fatto che deve essere allevato in gruppi di non meno di 5 esemplari, necessita di acquari molto grandi, anche se non è aggressivo come altri congeneri.

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 15.0 cm SL
Temperatura: 26 - 30°C

Una specie rara da trovare in commercio e poco conosciuta

Dimensioni max: 8.0 cm SL
Redtail loach, Botia codarossa

Ha un carattere aggressivo e turbolento, che unito alle ragguardevoli dimensioni e al fatto che deve vivere in gruppo, lo rende adatto solo a vasche molto grandi

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 25 cm SL
Temperatura: 26 - 30°C
Skunk loach, Botia puzzola

Nonostante le ridotte dimensioni ha un carattere irascibile e rissoso, per cui non è adatto ai comuni acquari di comunità.

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 10 cm TL
Temperatura: 26 - 30°C
Jaguar loach, Botia giaguaro

Splendido botia molto aggressivo e territoriale, che si trova raramente in commercio

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni max: 10 cm SL
Riferimenti & Link
 

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