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Paracheirodon axelrodi

(Schultz, 1956)

Uno dei pesci d'acquario più popolari e belli; riprodurlo in cattività è possibile ma difficile, la maggior parte degli esemplari in commercio ai fini acquariofili sono catturati in natura

Image
Descrizione

Paracheirodon axelrodi, il bellissimo Cardinale - Foto © Peter Maguire (Flickr)

Nome comune
Cardinal tetra, Cardinale
Sinonimi
Cheirodon axelrodi, Hyphessobrycon cardinalis
Aspettativa di vita

4 - 5 anni

Dimensioni massime in natura

2.5 cm SL

E' una specie immensamente popolare in acquariofilia, i cui esemplari in commercio attualmente sono riprodotti su larga scala, con ceppi ornamentali derivati sa selezioni e incroci, tra cui le forme 'gold' e albino, che ricordo sono spesso più delicate e cagionevoli delle forme 'naturali'.
Una parte significativa dei pesci disponibili in commercio sono ancora selvatici, catturati in natura e in prevalenza derivanti da progetti di allevamento sostenibile e solidale delle collettività come il Progetto Piaba nella regione centrale del Rio Negro, dove questa specie è la più importante tra i pesci ornamentali e nel Comune di Barcelos rappresenta fino al 60% del reddito annuo.
Il motto del progetto Piaba è 'compra un pesce, salva un albero' perché quando le comunità hanno un guadagno e quindi un miglioramento delle loro condizioni nel vendere i pesci per il commercio acquariofilo, sono anche più incentivate a proteggere le risorse che danno questo guadagno e quindi l'ambiente dove vivono i pesci. Il progetto Piaba promuove il commercio sostenibile dei pesci d'acquario catturati in natura, incoraggiando la popolazione a salvaguardare sia i fiumi che le foreste, e tutte le creature che vi abitano.

Inizialmente era stato descritto come Hyphessobrycon cardinalis da Myers e Weitzman (1956), ma appena prima era stata pubblicata da Schultz una descrizione alternativa sulla rivista hobbista 'Tropical Fish Hobbyist' dove era stato chiamato in onore del fondatore della pubblicazione, il dott . Herbert R. Axelrod.
Weitzman e Fink (1983) hanno osservato differenze tra le popolazioni del Rio Negro e Rio Orinoco nel numero dei raggi ramificati nella pinna pettorale, dei raggi ramificati della pinna anale, nelle squame predorsali e i rastrelli branchiali ventrali, rilevando nel contempo che non si potevano trarre conclusioni a causa della necessità di ottenere una raccolta di esemplari più vasta e di dimensioni maggiori.
Ci sono anche differenze nel disegno della livrea. La forma del Rio Negro possiede una striscia laterale blu un po' più dritta e più lunga, che termina sotto la base della pinna adiposa, e di solito ha il pigmento rosso che si estende un po' di più sulla pancia. La forma dell'Orinoco ha meno pigmentazione rossa nella parte ventrale del corpo, e la striscia laterale blu termina prima della pinna adiposa, inoltre è spesso leggermente ricurva in una leggera forma ad arco. Queste caratteristiche conferiscono alla forma dell'Orinoco un aspetto più tozzo rispetto alla forma del Rio Negro.

Come succede a tutti i membri del genere, alcuni esemplari selvatici sono in possesso di un maggior numero di squame dorate/metalliche rispetto al normale, e vengono commercializzati come Paracheirodon innesi 'platinum' o 'gold'. Sebbene si presenti in natura, sembra che questa condizione sia causata da un parassita che stimola un aumentato deposito di guanina sulle squame.

Paracheirodon axelrodi può essere distinto dai suoi congeneri Paracheirodon innesi e Paracheirodon simulans dalla seguente combinazione di caratteri, seguendo Weitzman e Fink (1983): premascella con una sola fila di 5 denti ciascuna, con 5 cuspidi (3 cuspidi negli esemplari che misurano meno di 10 mm SL); mascella con 1 dente con 5 cuspidi; dentario con denti anteriori spesso con 5, fino a 7 cuspidi; rastrelli branchiali ventrali 12-14, di solito 12-13; squame nella linea laterale 5-8, di solito 6-7; pigmentazione rossa sul corpo degli esemplari vivi che si estende ben anteriormente alla base della pinna pelvica.

Per gli acquariofili forse sono più utili le sottili differenze nel disegno della livrea, con Paracheirodon axelrodi che si differenzia da Paracheirodon innesi nel possedere una pigmentazione relativamente più rossa sul corpo, una ampia striscia blu laterale che si estende più posteriormente e macchie bianche sulla pinna anale meno distinte. Differisce da Paracheirodon simulans in quanto è in possesso di una striscia laterale più blu (vs. più tendente al verde) che si estende solo fino alla pinna adiposa (vs che si estende fino alla base della pinna caudale), una maggiore quantità di pigmentazione rossa sui fianchi e meno pigmento blu sull'occhio.

La storia tassonomica di tutte e tre le specie ora comprese nel genere Paracheirodon è complicata, infatti gli autori precedenti, come Géry (1960, 1977) tendevano a includerli in generi separati: Hypessobrycon simulans, Cheirodon axelrodi e Paracheirodon innesi, rispettivamente; questa classificazione si basava per lo più sulla morfologia dentale seguendo il sistema proposto da Eigenmann (1915).
Altri, come Madsen (1975) collocavano sia Paracheirodon axelrodi che Paracheirodon simulans nel genere Cheirodon, mentre van Ramshorst (1981) includeva in quest'ultimo genere anche Paracheirodon innesi. Sono stati Weitzman e Fink (1983) a fornire la prima prova per la monofilia di Paracheirodon, contenente tutte e tre le specie, per via di un certo numero di caratteri osteologici più il loro distintivo disegno della livrea, costituito da una intensa striscia laterale blu o blu-verde, densa pigmentazione rossa sul corpo limitatamente alla parte ventrale fino alla striscia laterale, e una striscia di cromatofori marrone scuro o nero alla base ed estesa dorsalmente alla striscia laterale.

All'interno del sistema del Rio Purus sembrava essere stata scoperta una quarta specie di Paracheirodon, ritrovata in un unico luogo, il canale principale che entra nel Rio delle Amazzoni a monte del Rio Negro, ma attualmente non sono disponibili ulteriori informazioni.

I rapporti più stretti del genere Paracheirodon all'interno della famiglia Characidae non sono ancora stati pienamente confermati, con il raggruppamento considerato incertae sedis dalla maggioranza degli autori recenti. In base ai risultati ottenuti nell'analisi filogenetica molecolare da Oliveira et al. (2011) sembra che Paracheirodon axelrodi sia più strettamente legato ad alcune specie del genere Hyphessobrycon (in particolare Hyphessobrycon equesHyphessobrycon megalopterus) tra tutte quelle incluse nello studio.

La funzione della striscia laterale blu intenso delle specie di Paracheirodon potrebbe essersi evoluta come strategia per sfuggire ai predatori, secondo l'ipotesi di Ikeda e Kohshima (2009) pubblicata a seguito di uno studio diretto sul campo dei pesci nei torrenti d'acqua nera nei pressi di Requena nell'Amazzonia peruviana, più l'osservazione di esemplari selvatici in acquario in condizioni diverse. I ricercatori hanno scoperto che la colorazione brillante della striscia laterale in Paracheirodon innesi è meno evidente in acqua nera, tranne quando viene osservata da un angolo limitato di circa 30° sopra l'orizzonte, e che questo potrebbe aiutare a confondere i predatori per via delle immagini speculari della banda luminosa proiettate sulla parte inferiore della superficie dell'acqua. Mentre la maggior parte dei caracidi che mostra un disegno della livrea a righe sui fianchi è in possesso di una striscia laterale di colore scuro con una striscia dorsale più chiara, questo disegno è invertito nelle specie del genere Paracheirodon; questo può essere un adattamento per la proiezioni di tali immagini speculari.
I pesci sono anche in grado di cambiare in una certa misura l'intensità della loro colorazione, diventando più chiara in condizioni di elevata luminosità con substrato e/o sfondo chiaro e acqua limpida, e più scuro con una striscia laterale viola di notte, e anche questo può essere una risposta progettata per renderli meno visibili.

  • Specie che va allevata in gruppo
  • Nonostante vengano riprodotti in cattività, la maggior parte di quelli in commercio sono catturati in natura, spesso tramite progetti di raccolta sostenibile e solidale: chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per comprare sono di cattura o di allevamento e da dove provengono.
Distribuzione

Sudamerica: Bacini superiori del Rio Negro e dell'Orinoco.

La località tipo è "ruscello vicino a Tomar, Rio Negro, vicino a Porto Velho, Brasile", anche se sembra essere errato poiché Porto Velho si trova sul rio Madeira e Paracheirodon axelrodi non è mai stato registrato da quel drenaggio.
La sua attuale distribuzione confermata si estende verso ovest (a monte) dall'area intorno al comune di Santa Isabel do Rio Negro (ex Tapuruquara) nel bacino centrale del Rio Negro, in Brasile, alle parti inferiori del Ríos Vaupés (alias Uaupés in Brasile), Içana, Guaviare, Inírida, Meta e Vichada.
Si trova anche nel Canale Casiquiare e in parti dello spartiacque dell'Orinoco in Venezuela, con queste ultime popolazioni che mostrano alcune differenze morfologiche rispetto a quelle del Rio Negro.

Cooke et al. (2009) hanno condotto un'analisi filogeografica delle popolazioni del Rio Negro e hanno trovato che quelle che abitavano la parte superiore del bacino rappresentavano lignaggi geneticamente distinti, di origine molto più antica, rispetto a quelli del bacino centrale. Di conseguenza, sei popolazioni delle sorgenti affluenti Vaupés, Paduá, Marié, Curicuriari, Ferrinha e Tea, rispettivamente, sono state consigliate per la priorità di conservazione a causa della loro unicità genetica.

Habitat

Ambiente: pelagico; non migratori; acqua dolce; Clima: tropicale
E' un abitante più o meno esclusivo dei corsi d'acqua forestali e affluenti minori contenenti acqua dal movimento relativamente lento. Nel sistema del Rio Negro abita i cosiddetti habitat Igapó e Igarapé, caratterizzati da fitta vegetazione ripariale, spesso strapiombante, e substrato ricoperto di rami caduti, radici degli alberi e foglie cadute. L'acqua è tipicamente acida, di durezza carbonatica e conducibilità trascurabili e di colore brunastro a causa della presenza delle sostanze umiche rilasciate dalla decomposizione della materia organica. Nel sistema del Rio Orinoco è più comunemente associato agli habitat conosciuti come morichal che tendono a contenere acqua chiara e trasparente con substrato sabbioso, spesso con fitta crescita di piante acquatiche o vegetazione ripariale, tra le quali i pesci si rifugiano. L'acqua è comunque acida, anche se in misura minore rispetto al Rio Negro, con i valori tipici di 5,5-6,5.

Entrambi i tipi di habitat sono a carattere altamente stagionale e durante la stagione secca i pesci tendono a formare grandi banchi nei canali principali dei corsi d'acqua, tra lo strato di lettiera di foglie e altri detriti organici che si forma a causa della mancanza di movimento dell'acqua. Quando comincia la stagione delle piogge la profondità dell'acqua e la corrente aumentano fino a inondare il terreno circostante. La lettiera di foglie tende a disperdersi, esponendo la sabbia sottostante, e i pesci nuotano più alto nella colonna d'acqua, spostandosi nelle aree di vegetazione inondata o cercando copertura tra le radici sommerse (Mikolji 2009). Questo ciclo idrologico stagionale consente anche una mescolanza tra le popolazioni di tetra cardinali, che altrimenti resterebbero isolate le une dalle altre.

In natura Paracheirodon axelrodi è considerato un pesce praticamente annuale, essendo molto raro trovare individui di più di un anno d'età, mentre in acquario può vivere molto più a lungo. Si trova insieme a centinaia di altre specie, alcune di quelle che si trovano nel Rio Orinoco e che sono disponibili in commercio includono per esempio Corydoras delphax, Platydoras costatus, Baryancistrus beggini, Hypancistrus inspector, Panaqolus maccus, Panaque nigrolineatus, Hemigrammus rhodostomus, Hemigrammus stictus, Hyphessobrycon sweglesi, Pristella maxillaris, Copella nattereri, Biotodoma wavrini, Geophagus dicrozoster, Heros severus, Mesonauta insignis, Satanoperca daemon, Uaru fernandezyepezi.

vai alle pagine sui biotopi dei Paracheirodon

Temperatura in natura
23 - 27°C
Valore pH in natura
4.0 - 6.0
Valori acqua in natura
dH range: 5 - 12
Allevamento

Dimensioni minime della vasca: 60x30x30h per un gruppo di minimo 8 esemplari, ma l'ideale è allevarne un bel branco di 20 o più esemplari in un acquaio di almeno 100 cm di lunghezza. Chi ha osservato i pesci e il loro comportamento in un allestimento del genere, capisce benissimo perché allevarli in acquari più piccoli non è indicato per loro, e mi dispiace per gli altri.
L'allevamento generalmente presenta pochi problemi, sebbene sia necessaria una certa attenzione con gli esemplari selvatici che sono più intolleranti al deterioramento delle condizioni dell'acqua rispetto ai pesci riprodotti per il commercio.

l'ideale è un allestimento dal look naturale, molto piantumato, comprendente un substrato di sabbia più alcune radici, legni e rami (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio comune, completamente essiccato e privato della corteccia).
L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (di faggio, quercia, rovere o Ketapang sono tutte adatte) accentua ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questi possono rappresentare una secondaria valida fonte di cibo per gli avannotti, mentre i tannini e le altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione sono considerate molto utili per i pesci provenienti da ambienti di acque nere. Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana. Se si alleva una popolazione proveniente da acqua nera, per acidificare ulteriormente l'acqua si possono usare pignette di ontano, o somministrare co2, non c'è alcun bisogno di utilizzare torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che ambientalmente distruttiva.

Questa specie sembra stare meglio in condizioni di illuminazione piuttosto fioca, ma è possibile aggiungere specie di piante acquatiche che possono sopravvivere in tali condizioni, come Microsorum, Taxiphyllum o Cryptocoryne spp., sono apprezzate anche macchie di vegetazione galleggiante, come Ceratopteris sp. E' anche molto sensibile alle fluttuazioni o al deterioramento delle condizioni dell'acqua, e non dovrebbe mai essere inserito in acquari biologicamente immaturi.

Comportamento e compatibilità: generalmente è pacifico con le altre specie, ed è un pesce di comunità ideale sempre che si scelgano con cura i coinquillini; può essere allevato insieme a caracidi di dimensioni simili, gasteropelecidi, lebiasinidi, i callictidi o loricaridi più piccoli e non predatori, ciclidi di piccole e medie dimensioni.
E' gregario e in natura vive in grandi banchi, il che significa il minimo acquisto consigliato è di 8-10 esemplari, dal momento che i pesci saranno meno timidi e mostreranno un comportamento più interessante.

Temperatura in acquario
Allevato senza problemi a 28-29°C. in vasche con Discus
Alimentazione

E' onnivoro e in natura si nutre di piccoli invertebrati, crostacei, alghe filamentose, frutta caduta e simili. In acquario accetta e può sopravvivere con una dieta a base solo di mangimi secchi, ma come la maggior parte dei pesci sta meglio quando viene offerto un menù vario, che in questo caso dovrebbe contenere anche cibo vivo e/o congelato come chironomus, larve di zanzara, dafnie, Moina, etc.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara. Non si cura delle uova e degli avannotti.
Dimorfismo sessuale

Le femmine sessualmente mature hanno normalmente un corpo notevolmente più rotondo dei maschi, e diventano anche leggermente più grandi

Riproduzione

Sono pesci che depongono le uova in acque aperte, senza alcuna cura parentale, e in un acquario ben allestito si riproducono regolarmente, è ben più difficile però veder crescere degli avannotti, vista la predazione degli adulti. Se si vuole aumentare il numero di avannotti sopravvissuti, c'è bisogno di allestire un acquario dedicato.
L'acquario per la riproduzione dovrebbe essere molto poco illuminato, e contenere ciuffi di piante a foglie fini come muschio di Giava, o anche mop, per dare ai pesci un posto dove deporre le uova. In alternativa si potrebbe coprire la base dell'acquario con un qualche tipo di rete con le maglie abbastanza grandi da far passare le uova, ma abbastanza piccole da non far passare gli adulti. L'acqua deve essere tenera e acida nell'intervallo pH 5.5-6.5, gH 1-5, con una temperatura di circa 27-29°C. Un piccolo filtro in spugna ad aria che vada molto dolcemente è tutto quello che serve in termini di filtrazione.
I Paracheirodon axelrodi possono essere fatti riprodurre in un gruppo, con una mezza dozzina di esemplari di ciascun sesso. Vanno condizionati con un sacco di piccolo cibo vivo e la deposizione delle uova non dovrebbe presentare troppi problemi. Gli adulti possono essere rimossi una volta che si notano le uova, o in un serbatoio molto fittamente piantumato possono essere lasciati in situ e sifonare via dalla vasca ogni avannotto appena si nota.
Per stimolare il processo riproduttivo, essendo in natura riproduttori stagionali, può essere utile simulare il ciclo delle stagioni secca/delle piogge.
In termini di produttività, è meglio farli riprodurre in coppia. In questo modo i pesci vanno condizionati in gruppi di maschi e femmine in acquari separati, o utilizzando un divisore in una vasca più grande. Quando le femmine sono notevolmente piene di uova ed i maschi mostrano i loro migliori colori, selezionare la femmina più rotonda e il maschio più colorato, e trasferirli nella vasca da deposizione in serata. Dovrebbero deporre durante la notte, spesso intorno a mezzanotte, e sono stati osservati farlo anche se le luci dell'acquario sono accese, esibendo comunque il loro colore notturno per tutto il tempo. Se le uova sono compaiono dopo un paio di giorni è meglio rimuoverli e provare con un'altra coppia.
In entrambi i casi gli adulti mangiano le uova se ne viene data loro la possibilità, e devono essere rimossi al più presto, non appena si notano le uova. Queste si schiudono in 24-36 ore, e gli avannotti raggiungono il nuoto libero circa 3-4 giorni dopo.
Devono essere alimentati con un alimenti tipo infusori per i primi giorni, fino a quando sono abbastanza grandi per accettare microworm e naupli d'artemia. Le uova e gli avannotti sono sensibili alla luce nelle prime fasi della vita, e se possibile l'acquario dovrebbe essere tenuto al buio,

vai alle pagine sulla riproduzioneo dei Paracheirodon

Specie appartenenti al Genere

Cardinal tetra, Cardinale

Uno dei pesci d'acquario più popolari e belli; riprodurlo in cattività è possibile ma difficile, la maggior parte degli esemplari in commercio ai fini acquariofili sono catturati in natura

Aspettativa di vita: 4 - 5 anni
Dimensioni max: 2.5 cm SL
Temperatura: 23 - 27°C
Neon

E' uno dei pesci d'acquario più popolari e conosciuti, anche se la riproduzione massiva per il commercio acquariofilo ne ha indebolito molto la linea genetica e la salute.

Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Dimensioni max: 3.0 cm TL
Temperatura: 20 - 26°C
Green neon tetra, Neon verde

Non sono facili da trovare in commercio, ed essendo quasi esclusivamente catturati in natura oltre che più costosi sono anche più delicati e non facilissimi da ambientare in acquario rispetto ai congeneri.

Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Dimensioni max: 2.0 cm SL
Temperatura: 23 - 27°C
Riferimenti & Link

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