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Paracheirodon

Informazioni e notizie sulla tassonomia e sulle specie comprese nel genere di pesci più diffusi in acquario

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Descrizione

Acquario con Paracheirodon axelrodi, i Cardinali

Il genere Paracheirodon comprende attualmente tre specie, con una storia tassonomica abbastanza complessa e controversa, due delle quali sono tra i più popolari e conosciuti pesci d'acquario: i neon e i cardinali, mentre i Paracheirodon similis sono poco diffusi e conosciuti. Nonostante la loro riproduzione in cattività non sia impossibile, sia dei neon ma soprattutto dei cardinali sono in commercio stock provenienti dalla cattura in natura, tali pesci ovviamente sono più delicati e stentano ad adattarsi alla vita in acquario, se non messi nelle condizioni in cui vivono in natura (acqua molto tenera e acida). Questo vale come detto più per i cardinali, che è ancora redditizio prelevare in natura; per i neon al contrario c'è il problema la riproduzione in massa su base commerciale li ha resi non solo più adattabili a valori dell'acqua meno estremi, ma purtroppo li ha resi anche con una linea genetica molto indebolita, che fa si che siano più soggetti a deformità e malattie.

Qui sotto l'elenco delle 3 specie attualmente comprese nel genere, con i link alle schede di Fishbase, da cui è tratta la tabella:

Nome Scientifico Nome Inglese Distribuzione Lunghezza Max (cm) Anno
Paracheirodon axelrodi Cardinal tetra South America 2.5 SL 1956
Paracheirodon innesi Neon tetra South America 2.2 SL 1936
Paracheirodon simulans Green neon tetra South America 2.0 SL 1963

La storia tassonomica di tutte e tre le specie ora comprese nel genere Paracheirodon è complicata, infatti gli autori precedenti, come Géry (1960, 1977) tendevano a includerli in generi separati: Hypessobrycon simulans, Cheirodon axelrodi e Paracheirodon innesi, rispettivamente; questa classificazione si basava per lo più sulla morfologia dentale seguendo il sistema proposto da Eigenmann (1915).
Altri, come Madsen (1975) collocavano sia Paracheirodon axelrodi che Paracheirodon simulans nel genere Cheirodon, mentre van Ramshorst (1981) includeva in quest'ultimo genere anche Paracheirodon innesi. Sono stati Weitzman e Fink (1983) a fornire la prima prova per la monofilia di Paracheirodon, contenente tutte e tre le specie, per via di un certo numero di caratteri osteologici più il loro distintivo disegno della livrea, costituito da una intensa striscia laterale blu o blu-verde, densa pigmentazione rossa sul corpo limitatamente alla parte ventrale fino alla striscia laterale, e una striscia di cromatofori marrone scuro o nero alla base ed estesa dorsalmente alla striscia laterale.

All'interno del sistema del Rio Purus sembrava essere stata scoperta una quarta specie di Paracheirodon, ritrovata in un unico luogo, il canale principale che entra nel Rio delle Amazzoni a monte del Rio Negro, ma attualmente non sono disponibili ulteriori informazioni.

I rapporti più stretti del genere Paracheirodon all'interno della famiglia Characidae non sono ancora stati pienamente confermati, con il raggruppamento considerato incertae sedis dalla maggioranza degli autori recenti. In base ai risultati ottenuti nell'analisi filogenetica molecolare da Oliveira et al. (2011) sembra che Paracheirodon axelrodi sia più strettamente legato ad alcune specie del genere Hyphessobrycon (in particolare Hyphessobrycon eques e Hyphessobrycon megalopterus) tra tutte quelle incluse nello studio.

La funzione della striscia laterale blu intenso delle specie di Paracheirodon potrebbe essersi evoluta come strategia per sfuggire ai predatori, secondo l'ipotesi di Ikeda e Kohshima (2009) pubblicata a seguito di uno studio diretto sul campo dei pesci nei torrenti d'acqua nera nei pressi di Requena nell'Amazzonia peruviana, più l'osservazione di esemplari selvatici in acquario in condizioni diverse. I ricercatori hanno scoperto che la colorazione brillante della striscia laterale in Paracheirodon innesi è meno evidente in acqua nera, tranne quando viene osservata da un angolo limitato di circa 30° sopra l'orizzonte, e che questo potrebbe aiutare a confondere i predatori per via delle immagini speculari della banda luminosa proiettate sulla parte inferiore della superficie dell'acqua. Mentre la maggior parte dei caracidi che mostra un disegno della livrea a righe sui fianchi è in possesso di una striscia laterale di colore scuro con una striscia dorsale più chiara, questo disegno è invertito nelle specie del genere Paracheirodon; questo può essere un adattamento per la proiezioni di tali immagini speculari.
I pesci sono anche in grado di cambiare in una certa misura l'intensità della loro colorazione, diventando più chiara in condizioni di elevata luminosità con substrato e/o sfondo chiaro e acqua limpida, e più scuro con una striscia laterale viola di notte, e anche questo può essere una risposta progettata per renderli meno visibili.

  • Specie che vanno allevate in gruppo
  • Nonostante i Paracheirodon vengano riprodotti in cattività, vengono commercializzati anche di cattura: Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per comprare sono di cattura o di allevamento.

Specie appartenenti al Genere

Cardinal tetra, Cardinale

Uno dei pesci d'acquario più popolari e belli; riprodurlo in cattività è possibile ma difficile, la maggior parte degli esemplari in commercio ai fini acquariofili sono catturati in natura

Aspettativa di vita: 4 - 5 anni
Dimensioni max: 2.5 cm SL
Temperatura: 23 - 27°C
Neon

E' uno dei pesci d'acquario più popolari e conosciuti, anche se la riproduzione massiva per il commercio acquariofilo ne ha indebolito molto la linea genetica e la salute.

Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Dimensioni max: 3.0 cm TL
Temperatura: 20 - 26°C
Green neon tetra, Neon verde

Non sono facili da trovare in commercio, ed essendo quasi esclusivamente catturati in natura oltre che più costosi sono anche più delicati e non facilissimi da ambientare in acquario rispetto ai congeneri.

Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Dimensioni max: 2.0 cm SL
Temperatura: 23 - 27°C
Riferimenti & Link

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