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Mikrogeophagus altispinosus

(Haseman, 1911)

Più rari e meno conosciuti dei cugini Mikrogeophagus ramirezi, sono in realtà molto attraenti e più adatti a chi si avvicina all'allevamento dei ciclidi nani rispetto ai ram.

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Descrizione

Mikrogeophagus altispinosus - Foto © Goran Kljutic

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Descrizione

Esemplare adulto di Mikrogeophagus altispinosus, commercializzato da Singapore - Foto © Chor-Kiat Yeo (Seriouslyfish.com)

Nome comune
Bolivian ram, Ram boliviano
Sinonimi
Crenicara altispinosa, Microgeophagus altispinosus, Papiliochromis altispinosus
Aspettativa di vita
5 - 6 anni
Dimensioni massime in natura

5.6 cm SL (coda esclusa)

 

La specie Mikrogeophagus altispinosus, chiamata spesso 'bolivian ram', ram boliviano, non si trova in commercio così frequentemente come il congenere Mikrogeophagus ramirezi, anche se probabilmente è una scelta migliore per gli acquariofili meno esperti rispetto ai ram, non tanto perché abbia minori esigenze, quanto perché i ram a furia di eccessive riproduzioni tra consanguinei per ottenerne sempre un maggior numero e forme e colori diversi per un mercato ormai saturo, si trovano in commercio sempre più indeboliti e con un patrimonio genetico impoverito, con esemplari deboli, a volte deformi, propensi ad ammalarsi e morire presto, e senza più alcun istinto per le cure parentali.
Essendo meno richiesto, Mikrogeophagus altispinosus per fortuna è sfuggito a questa sorte, e gli esemplari in commercio, per quanto provenienti da allevamenti e non dalla cattura in natura, sono ancor abbastanza robusti e naturali.

Il genere Mikrogeophagus attualmente contiene solo due specie riconosciute, separate tra loro in senso geografico in quanto Mikrogeophagus ramirezi si trova in Venezuela e in Colombia, mentre il suo congenere Mikrogeophagus altispinosus è nativo di Bolivia e Brasile occidentale. Quest'ultimo è anche un pesce più grande, meno colorato, privo delle macchie iridescenti blu su pinne, corpo e testa.

Il raggruppamento ha una storia tassonomica confusa, e il posizionamento e l'ortografia corretta della specie tipo, Mikrogeophagus ramirezi, è stata fonte di confusione per alcuni decenni prima della pubblicazione di Kullander (2011). Mikrogeophagus ramirezi è stato descritto come un membro del genere Apistogramma ma in seguito affiliata con il nome Microgeophagus in un libro di Hans Frey (1957), che non ha fornito caratteri diagnostici ma ha solo suggerito che potrebbe essere inserito in quel genere in futuro.
Il nome non ha ottenuto l'accettazione generale fino al 1971, quando Axelrod lo ha usato in un popolare libro sull'allevamento pesci d'acquario, anche se Klee (1971) lo ha respinto e ha suggerito che le due specie avrebbero dovuto invece essere comprese nel genere Geophagus.

Più tardi Kullander (1977) ha descritto il nuovo genere Papiliochromis con Papiliochromis ramirezi come specie tipo, e nello stesso documento considerava Microgeophagus come nome disponibile, senza fornire dettagli precisi sul perché. Papiliochromis è stato accettato sia dagli hobbisti che dalla letteratura scientifica, fino a che Bailey e Robins (1982) hanno concluso che Microgeophagus sensu Axelrod (1971) è stato il più vecchio nome disponibile per il genere di ciclidi che aveva Apistogramma ramirezi come specie tipo, e quindi avrebbe dovuto essere considerato valido.

Géry (1983, 1986) ha sostenuto che Microgeophagus sensu Frey (1957) era il più vecchio nome disponibile per il genere, Allgayer (1985) ha considerato valido Papiliochromis, mentre Kullander (1998) ha usato Mikrogeophagus, nome che ha considerato il più antico a disposizione in base alla sua inclusione come nome valido in Jeg har akvarium, un libro d'acquario in lingua danese pubblicato nel 1968, con Microgeophagus sensu Frey (1957) non disponibile in quanto nomen nudum, mancando sia di una diagnosi che di una specie tipo.

Il genere Mikrogeophagus è quindi stato attribuito anche da Jens Meulengracht-Madsen, 1968, che ha creato le relative sezioni del libro (curato da Schiøtz e Christensen), ma è considerato un 'involontario' atto nomenclaturale perché l'autore credeva di usare un nome esistente.

Mikrogeophagus quindi è diventato ampiamente accettato seguendo Kullander (1998), anche se un certo numero di autori, evidentemente, non era d'accordo. Dopo un periodo di inattività Isbrücker (2011) ha riaperto la questione sostenendo che in realtà era Microgeophagus sensu Frey (1957) il più antico nome disponibile per il genere; questo però è stato definitivamente respinto da Kullander (2011), che ha pubblicato una dettagliata analisi dei diversi nomi del genere che sono stati utilizzati per la specie, la maggioranza dei quali erano stati ricavati dalla letteratura d'acquario, piuttosto che da quella scientifica.

Sebbene Mikrogeophagus sia ora generalmente accettato come corretto per la specie Mikrogeophagus ramirezi, succede comunemente di trovarlo indicato nella letteratura d'acquario più vecchia come Apistogramma ramirezi, Microgeophagus ramirezi o Papiliochromis ramirezi.

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Descrizione

Coppia di Mikrogeophagus altispinosus che cura gli avannotti appena schiusi

Distribuzione

Sud America: Bacino del Rio delle Amazzoni, nel bacino di drenaggio del fiume Guaporé in Brasile ed in Bolivia e nel drenaggio del fiume Mamoré in Bolivia. Endemico neò bacino superiore del Rio Madeira in Bolivia e Brasile.

Mikrogeophagus altispinosus è considerato endemico dell'alto bacino del rio Madeira in Bolivia e Brasile. Esistono registrazioni della sua presenza nei drenaggi del Río Mamoré e del Río Guaporé in Bolivia (dove il Guaporé è noto come Iténez) e in Brasile, più nel Río Orthon superiore (ríos Tahuamanu e Manuripi).
La località tipo è "banco di sabbia nel Rio Marmoré, sotto la foce del Rio Guaporé" con alcune delle serie tipo anche "prese in un grande lago vicino a San Joaquin, in Bolivia".

NOT EVALUATED
Habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; Clima: tropicale

Mikrogeophagus altispinosus abita presumibilmente tributari, zone marginali, laghi con substrato di sabbia o fango. Il sistema del Rio Madeira superiore presenta una biodiversità spettacolare, con più di 400 specie d'acqua dolce registrate, come ad esempio Gymnocorymbus ternetzi, Hemigrammus ocellifer, Hyphessobrycon bentosi, Hyphessobrycon serpae, Moenkhausia colletti, Thayeria boehlkei, Carnegiella strigata, Nannostomus trifasciatus, Pyrrhulina australe, Brochis splendens, Corydoras hastatus, Rineloricaria sp., Apistogramma linkei, Biotodoma cupido, Geophagus megasema, Mesonauta festivus.

Vai alle pagine sui biotopi dei Mikrogeophagus altispinosus

Temperatura in natura
22 - 26°C
Valore pH in natura
6.0 - 7.5
Valori acqua in natura
dH: 10.0
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 90x45x40h cm per un gruppo di almeno 6-8 esemplari.
La cosa essenziale è fornire un substrato di sabbia fine, che i pesci possano esplorare con la bocca come fanno in natura. Usare ghiaino o ciottoli può inibirne l'alimentazione, danneggiarne le branchie e danneggiarne e/o bloccarne l'apparato digestivo.
Devono essere forniti abbondanti nascondigli e ripari, con legni (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio comune, completamente essiccato e privato della corteccia), radici, forte piantumazione, e alcune pietre piatte e lisce con substrato per la deposizione. Piante come Microsorum, Taxiphyllum, Cryptocoryne e Anubias sopportano le condizioni di bassa luminosità che i pesci preferiscono, e possono essere attaccate a legni e rocce, anche se nessuna di queste è nativa del Sud America..

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questi microrganismi possono fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana. Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Non amano una forte corrente nell'acqua, per cui bisogna dirigere opportunamente l'uscita del filtro, che non deve generare troppa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di inquinanti, e per non farli ammalare bisogna fare regolari cambi d'acqua non troppo massicci, sono consigliati cambi settimanali del 10-15% max del volume della vasca.
Non andrebbero mai inseriti in acquari non ben maturi. Condizioni d'acqua instabili o non perfette possono portare a erosione della linea laterale o alla malattia del buco, che si manifesta inizialmente come piccole fossette formate dall'erosione della pelle/carne intorno alla testa e ai pori della linea laterale.

E' utile per il loro allevamento e per stimolarne la riproduzione, creare una stagionalità in acquario, anche senza un vero e proprio ciclo delle stagioni, è bene variare la temperatura su base stagionale, con il pH meno acido e acqua leggermente più dura durante i mesi meno caldi.

Comportamento e compatibilità: Nonostante normalmente venga venduta come tale, non è una specie adatta ai comuni acquari di comunità, in quanto richiede acqua pulitissima e non è un forte competitore alimentare, anche se ciò non vuol dire che vada allevata completamente da sola. Sono particolarmente indicati come compagni di vasca gruppi di piccoli e pacifici caracidi che abitino il livello medio-superiore della vasca o simili, in quanto la presenza di piccoli banchi di pesci sembra essere usato come un indicatore del fatto che non vi è alcuna minaccia immediata nelle vicinanze, e quindi può contribuire a ridurre la loro naturale timidezza agendo da pesci rassicuranti.
Possono essere inseriti anche pacifici abitanti del fondo, come Corydoras spp. e molti tra i loricaridi più piccoli. Assicuratevi di fare ricerche in modo molto approfondito sugli eventuali compagni di vasca, ed evitate pesci territoriali e/o aggressivi, tra cui la maggior parte degli altri ciclidi, e quelli che richiedono acqua più dura.
Mikrogeophagus altispinosus è un ciclide relativamente gregario e dovrebbe idealmente essere allevato in un gruppo di sessi misti di 6-8 esemplari o più.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Mikrogeophagus altispinosus

Alimentazione

I pesci del genere Mikrogeophagus sono bentofagi per natura, normalmente raccolgono una boccata di substrato del fondo, lo setacciano per raccogliere ciò che c'è di commestibile e il resto viene espulso tramite le aperture branchiali e la bocca, anche se possono 'brucare' su superfici solide e acchiappare direttamente il cibo sospeso in acqua.

In acquario dovrebbe essere offerta loro una dieta varia di cibo vivo e congelato come chironomus, artemia, daphnia, grindal, ecc. integrati da mangime secco affondante di buona qualità, di dimensioni adeguatamente ridotte. Gli esemplari provenienti dalla cattura in natura inizialmente potrebbero rifiutare il mangime secco, ma con un po' di pazienza, partendo da cibo vivo e congelato, è possibile abituarli.
Anche i pastoni fatti in casa, legati con gelatina, contenenti una miscela di mangime secco per pesci, purea di crostacei, frutta fresca e verdura, ad esempio, funzionano bene e possono essere tagliati in piccoli bocconi usando l'estremità di una pipetta affilata o un coltellino.

Comportamento riproduttivo
Specie che depone su substrato, con cure biparentali.
Dimorfismo sessuale

I maschi adulti sono più grandi delle femmine, hanno le estensioni delle pinne più lunghe e sono anche leggermente più colorati.

Riproduzione

Quella di Mikrogeophagus altipinosus è una specie che depone su substrato, con cure biparentali. E' consigliabile partire da un gruppo di giovani tra i quali lasciar formare spontaneamente le coppie, una volta individuatane una la si può spostare in un acquario da riproduzione, da sola. Il comportamento riproduttivo appare senza particolari problemi, i requisiti più importanti sono una dieta varia e sostanziosa (con cibo vivo e/o congelato) e acqua pulitissima con un regime di cambi regolare..
Le uova vengono deposte solitamente su una superficie solida, come una pietra piatta, un legno, una grande foglia o anche il vetro dell'acquario, con la modalità solita dei ciclidi: la femmina rilascia una o più strisce di uova, sulle quali passa subito dopo il maschio per fecondarle. Talvolta l'inesperienza delle prime covate porta i genitori a mangiarsi uova/avannotti, ma con il tempo imparano a farli crescere con successo.
L'incubazione dura 2-3 giorni, durante i quali la femmina ventila le uova e il maschio sorveglia il territorio, con occasionali scambi dei ruoli, le uova vengono talvolta "ricoperte" lievemente di sabbia, per mimetizzarle. Dopo la schiusa le larve rimangono più o meno immobili per altri 5-8 giorni, durante il quale consumano il sacco vitellino e non abbisognano di ulteriore cibo. Entrambi i genitori partecipano alle cure parentali; in genere le larve vengono spostate dai genitori in buche nel substrato precedentemente scavate, talvolta anche tutti i giorni in una buca diversa.
Una volta raggiunto il nuoto libero, gi avannotti possono essere alimentati con naupli d'artemia salina, microworms, e altro piccolo cibo vivo.

In queste pagine potete trovare il "diario" dei tentativi di riproduzione dei miei altispinosus, non andati purtroppo a buon fine.

Vai alle pagine sulla riproduzione dei Mikrogeophagus altispinosus

Specie appartenenti al Genere

Bolivian ram, Ram boliviano

Più rari e meno conosciuti dei cugini Mikrogeophagus ramirezi, sono in realtà molto attraenti e più adatti a chi si avvicina all'allevamento dei ciclidi nani rispetto ai ram.

Aspettativa di vita: 5 - 6 anni
Dimensioni max: 5.6 cm SL (coda esclusa)  
Temperatura: 22 - 26°C
Ram

Splendida specie che purtroppo per la produzione sempre in maggior numero e in forme e colorazioni sempre diverse per il commercio acquariofilo, si è notevolmente indebolita

Aspettativa di vita: 3 - 6 anni
Dimensioni max: 4.0 cm SL (coda esclusa)
Temperatura: 27 - 30°C
Riferimenti & Link
it.hobby.acquari

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Pesci tropicali da pensarci due volte e alcune valide alternative (Injaf) biggia Ven, 02/24/2017 - 19:13

Questo articolo ci porta attraverso alcune delle specie più popolari disponibili in commercio e soprattutto offre suggerimenti per alternative che hanno più probabilità di essere allevate con successo nella media degli acquari domestici - traduzione in italiano di un articolo di Injaf

Come scegliere

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Un piccolo compendio per l'allevamento dei ciclidi nani, con una serie di schede riassuntive sulle principali specie del gruppo, tra i quali l'autrice ha inserito anche dei ciclidi africani, alcuni dei quali in realtà non sono considerati appartenenti al gruppo, perche anche se piccoli hanno un carattere molto più aggressivo dei 'veri' ciclidi nani - traduzione in italiano di un articolo di Becky "Apistogramma"

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