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Gastromyzon ctenocephalus

Roberts, 1982

E' la specie di Gastromyzon che si trova più facilmente in commercio, anche se spesso confusa con altre specie di Gastromyzon e di Beaufortia.

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Descrizione

Gastromyzon ctenocephalus che mostra il caratteristico disegno con macchie blu su caudale e dorsale - Foto © Mark Duffill (Seriouslyfish.com)

Nome comune
Hillstream loach, Pesce ventosa
Aspettativa di vita

4 - 6 anni

Dimensioni massime in natura

4.5 cm SL

La specie di Gastromyzon ctenocephalus è uno dei membri del genere Gastromyzon che si trova più comunemente in commercio, e che spesso si trova nelle spedizioni miste che possono contenere altri Gastromyzon o pesci correlati come Beaufortia kweichowensis. Sono in genere classificati come 'Borneo sucker', pesci ventosa del Borneo, 'Hong Kong pleco', 'Butterfly Loach', ecc, a prescindere dalla specie.

A volte viene erroneamente identificato come Gastromyzon punctulatus, una specie che attualmente non si trova in commercio, e che possiede pinne gialle e un corpo di colore più chiaro, meno intensamente maculato.
Può essere distinto dai congeneri per la seguente combinazione di caratteri: presenza di tubercoli ctenoidi sulla superficie dorsolaterale della testa e sulla base delle pinne pettorali nei maschi maturi; fessura branchiale angolare; presenza di fessure subopercolari, che corrono lungo l'origine delle pinne pettorali; corpo nero con macchie marrone chiaro uniformemente distanziate; dorso della testa nero con numerose macchie crema; pinne pettorali e pelviche con macchie color crema; dorsale e caudale con macchie e strisce blu iridescente; presenza di canali sublacrimali; muso inclinato fortemente dall'occhio alla punta, con forma arrotondata se visto dorsalmente; assenza di rostro secondario; assenza di sacca postorale; senza squame sull'addome; 59-62 squame nella linea laterale; pinne pelviche che raggiungono l'origine delle pinne anali; pinna dorsale che raggiunge il livello d'origine delle pinne anali.

Le specie di Gastromyzon sono poste in diversi gruppi di specie (gruppi putativi di specie che possono o no essere monofiletiche) per comodità di riferimento, e Gastromyzon ctenocephalus è incluso nel gruppo Gastromyzon ctenocephalus, accanto a Gastromyzon scitulus.
Questi sono definiti da una combinazione di caratteri compresi il disegno del corpo, costituito da macchie crema uniformemente distribuite, le piccole dimensioni da adulti (<40 mm SL), piega branchiale angolare e solo poche grandi papille senza ramificazioni nel labbro inferiore.

Gastromyzon scitulus (in alto) e Gastromyzon ctenocephalus (in basso)
Gastromyzon scitulus (in alto) e Gastromyzon ctenocephalus (in basso)

Gastromyzon ctenocephalus sensu stricto può essere distinto da Gastromyzon scitulus sensu stricto dai seguenti caratteri: presenza di macchie blu nella pinna dorsale vs. assenza; 4-5 macchie crema alla base della pinna dorsale (vs. 3); media di 28 raggi nelle pinne pettorali (contro 25); media di 19 raggi nelle pinne pelviche (contro 17); 60 squame laterali (vs 58). Tende anche ad avere un maggior numero di spot crema relativamente più piccoli, più uniformemente distribuiti sulla superficie del corpo e del dorsale di Gastromyzon scitulus, e il corpo stesso ha una colorazione di base più scura. Tuttavia esistono numerose forme intermedie di entrambe le specie, il che significa che l'identificazione può essere a volte difficile.

In effetti Gastromyzon ctenocephalus e Gastromyzon scitulus rappresentano una delle 12 coppie di criptospecie di interesse del genere, diversi per piccoli aspetti della livrea. Si dicono criptospecie le specie morfologicamente molto simili, ma riproduttivamente isolate, nel caso dei pesci di solito popolano bacini adiacenti ma possono trovarsi simpatricamente in alcuni casi. Il fenomeno può essere dovuto ad una evoluzione parallela e non si pensa che rappresenti una fase iniziale di speciazione, sebbene nel caso di Gastromyzon ctenocephalus e Gastromyzon scitulus il contrario può essere vero, cioè possono essersi allontanati l'uno dall'altro abbastanza recentemente, nel qual caso potrebbero essere indicati con maggiore precisione come specie "di pari livello".

 

Tutti gli appartenenti al genere Gastromyzon presentano una morfologia specializzata, adattata alla vita in acqua che scorre veloce. Le pinne pari sono orientate in senso orizzontale, testa e corpo appiattiti, e le pinne pelviche sono fuse insieme. Queste caratteristiche danno vita ad una potente ventosa, che permette ai pesci di aggrapparsi saldamente alle superfici solide. La capacità di nuotare in mare aperto è invece molto ridotta, più che altro 'planano' tra e sopra le rocce. Questi adattamenti fisiologici consentono loro investire molte energie nel vivere in acque con forte corrente, dove altri pesci sarebbero spazzati via, ma di investirne molto meno nella respirazione, perché tali acque sono ricchissime di ossigeno. Questo è il motivo per cui questi pesci vivono poco e male nei comuni acquari domestici: dove non c'è tantissimo ossigeno non riescono a respirare.

Le specie del genere Gastromyzon sono collocate in vari gruppi di specie (gruppi putativi di specie che possono o meno essere monofiletici) per facilità di riferimento.
L'attuale disposizione dei gruppi di specie è la seguente:

  • Gruppo Gastromyzon borneensis: Gastromyzon borneensis, Gastromyzon monticola, Gastromyzon ornaticauda, Gastromyzon cranbrooki, Gastromyzon cornusaccus, Gastromyzon extrorsus, Gastromyzon introrsus, Gastromyzon bario.
  • Gruppo Gastromyzon punctulatus: Gastromyzon aeroides, Gastromyzon punctulatus, Gastromyzon katibasensis.
  • Gruppo Gastromyzon fasciatus: Gastromyzon fasciatus, Gastromyzon praestans.
  • Gruppo Gastromyzon contractus: Gastromyzon contractus, Gastromyzon megalepis, Gastromyzon umbrus.
  • Gruppo Gastromyzon ctenocephalus: Gastromyzon ctenocephalus, Gastromyzon scitulus.
  • Gruppo Gastromyzon lepidogaster: Gastromyzon lepidogaster, Gastromyzon psiloetron.
  • Gruppo Gastromyzon ridens: Gastromyzon ridens, Gastromyzon crenastus, Gastromyzon stellatus, Gastromyzon zebrinus.
  • Gruppo Gastromyzon danumensis: Gastromyzon danumensis, Gastromyzon aequabilis, Gastromyzon ingeri.
  • Gruppo Gastromyzon pariclavis: Gastromyzon pariclavis, Gastromyzon embalohensis, Gastromyzon venustus, Gastromyzon spectabilis, Gastromyzon russulus, Gastromyzon viriosus.
  • Gruppo Gastromyzon ocellatus: Gastromyzon ocellatus, Gastromyzon farragus.
  • Gruppo Gastromyzon auronigrus: Gastromyzon auronigrus.

Nel 2012 Kottelat ha istitutito la famiglia Gastromyzontidae, che attualmente è considerata valida, e che contiene una serie di generi in precedenza ascritti a diverse famiglie e sottofamiglie, più che altro dei Balitoridae, i più noti in acquariofilia sono Beaufortia, Formosania, Gastromyzon, Pseudogastromyzon, Hypergastromyzon, Liniparhomaloptera, Sewellia, Vanmanenia.

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Descrizione

Gastromyzon ctenocephalus - Foto © Ken Childs (Loaches.com)

  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie che non può sopravvivere nei comuni acquari domestici, perché ha bisogno di acqua con forte corrente e ben ossigenata, un fiume-acquario
  • Specie riprodotta solo raramente in cattività, gli esemplari in commercio provengono in genere dalla cattura in natura. Chiedete al vostro negoziante se i pesci che state per comprare sono di cattura o di allevamento.
Distribuzione

Asia: Borneo occidentale.

Gastromyzon ctenocephalus è endemico nel Borneo occidentale dove è stato registrato solo nelle sorgenti del Sungai (fiume) Sarawak, stato del Sarawak, Malesia e Sungai Sambas nella provincia di Kalimantan occidentale, Indonesia.
La località tipo è "Senah, stato di Sarawak, Borneo, Malesia orientale" che sembra corrispondere a Kampong Senah Sebuang, vicino al confine tra Sarawak e Kalimantan. Tutti i membri del genere sono endemici del Borneo, con oltre la metà limitata a un solo bacino o sotto-bacino fluviale.

NEAR THREATENED

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
NEAR THREATENED (quasi in pericolo)

  • Gastromyzon ctenocephalus: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: acqua dolce, demerso, clima tropicale.
Le specie di Gastromyzon sono abitanti obbligati di torrenti d'acqua chiara a forte corrente, poco profonda e satura di ossigeno. Sono stati registrati dal livello del mare fino a 1350 m slm in tutte le regioni collinari del Borneo. Di norma, abitano rapide e cateratte e si trovano spesso al di sopra o al di sotto di cascate piccole e grandi. Il substrato è generalmente composto da ghiaia, rocce, massi o unicamente da un tappeto di rocce, con un ricco biofilm formato da alghe e altri microrganismi. Le piante acquatiche sono rare, mentre può essere presente una fitta vegetazione riparia; i Gastromyzon tendono ad essere più abbondanti nelle zone parzialmente o completamente in ombra.

Osservazioni sul campo hanno rivelato che gli individui in genere si posizionano di fronte al flusso della corrente, sia lungo i lati, dietro o sotto le rocce; la loro morfologia specializzata consente loro di foraggiarsi e rimanere ancorati in un punto particolare, senza essere spazzati via dalla corrente.
In natura Gastromyzon ctenocephalus si trova simpatricamente con i congeneri Gastromyzon ocellatus e Gastromyzon stellatus, Gastromyzon zebrinus, Homaloptera orthogoniata.

Vai alle pagine sui biotopi dei Gastromizontidi

Temperatura in natura

20 - 24°C

Valore pH in natura

6.0 - 7.5

Allevamento

Dimensioni minime della vasca: 60x30x30h cm per un gruppo di 5-6 individui; se si vogliono allevare con altri balitoridi la vasca deve essere più grande.

Essendo i Gastromyzon ctenocephalus impossibilitati fisiologicamente ad assumere ossigeno se in acqua ce n'è poco, la cosa più importante ed indispensabile è che l'acqua sia pulita e ben ossigenata, per cui la vasca che li ospita deve garantire un forte movimento dell'acqua, in modo che sia sempre ossigenatissima, con filtro sovradimensionato e pompe di movimento supplementari; l'ideale per loro è un allestimento tipo fiume-acquario.

Il substrato di base può essere composto da ghiaia, sabbia o una miscela di entrambi, a cui dovrebbero essere aggiunti ciottoli di varie dimensioni e uno strato di rocce levigate dall'acqua, dove si possa formare il biofilm algale di cui i pesci si nutrono.
Sono adatti anche radici e rami di legno invecchiato (evitare i pezzi nuovi perché questi di solito rilasciano tannini che scurendo l'acqua riducono l'efficacia dell'illuminazione artificiale, effetto collaterale indesiderato in quanto quest'ultima deve essere forte per promuovere la crescita delle alghe e dei microrganismi associati). Sebbene le piante acquatiche siano raramente una caratteristica del loro habitat naturale, si possono utilizzare piante adattabili come Microsorum, Crinum e Anubias spp. Queste ultime sono particolarmente utili in quanto le loro foglie tendono ad attrarre la crescita delle alghe, e a fornire una copertura aggiuntiva.
Anche le spugne filtranti esposte costituiscono un apprezzato pascolo, e alcuni appassionati mantengono un filtro aperto in acquario proprio per fornire una fonte di cibo supplementare.
Dal momento che hanno bisogno di condizioni dell'acqua stabili e si nutrono di biofilm, non dovrebbero mai essere inseriti in un acquario non maturo biologicamente, ma anzi le pietre e le altre superfici devono avere già una bella patina algale, in quanto spesso non mangiano il mangime secco (non dimentichiamoci che sono tutti di cattura, prelevati in natura). E' necessario anche un coperchio ben aderente, dal momento che possono letteralmente arrampicarsi sui vetri.

Comportamento e compatibilità: I Gastromyzon ctenocephalus sono generalmente pacifici, anche se le loro necessità ambientali limitano la scelta dei compagni di vasca adatti, inoltre non dovrebbe essere ospitato con pesci molto più grandi, più aggressivi, territoriali o altrimenti competitivi.
Tra le possibili opzioni vi sono i piccoli ciprinidi pelagici come Tanichthys, Danio e Rasbora, i ghiozzi dei torrenti dei generi Rhinogobius, Sicyopterus e Stiphodon, oltre a pesci gatto reofili come Glyptothorax, Akysis e Hara spp.
Sono adatte anche molte specie delle famiglie Nemacheilidae, Balitoridae e Gastromyzontidae, altre meno, per cui come sempre fare ricerche approfondite sulle scelte dei compagn di vasca prima dell'acquisto è sempre la via migliore per evitare problemi futuri.

In natura vivono in libere aggregazioni, per cui ne vanno acquistati un gruppo di 4-5 esemplari, di più è anche meglio, per poter osservare i loro comportamenti più interessanti.
Sono in qualche modo territoriali: alcuni individui appaiono più protettivi del loro spazio rispetto ad altri, questi territori sono spesso dei posti privilegiati per l'alimentazione.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Gastromizontidi

Nonostante spesso le specie della famiglia Gastromyzontidae (un tempo Balitoridae) vengano consigliate per la convivenza come 'pulitori' nelle vasche di pesci rossi, perché come loro sono pesci di acqua temperata, in realtà NON SONO ASSOLUTAMENTE ADATTI ALLE VASCHE DEDICATE AI CARASSIUS, perché hanno bisogno di una forte corrente per sopravvivere, mentre i pesci rossi amano acque più tranquille. l'ideale per i gastromizontidi è un fiume-acquario, per i carassius un tranquillo laghetto: vedete un po' voi la differenza :)

Alimentazione

Gran parte della dieta naturale delle specie di Gastromyzon è probabilmente composta da alghe bentoniche più i microrganismi associati, che vengono raspati dalle superfici solide. In cattività accetta in genere volentieri il mangime secco di di buona qualità (anche se può avere difficoltà i primi tempi) e cibi più carnosi come chironomus vivi o congelati, ma può soffrire di problemi interni se la dieta contiene troppe proteine.
Sono molto utili i pastoni fatti in casa utilizzando una miscela di ingredienti naturali legati con gelatina, poiché possono essere adattati per contenere un'alta percentuale di verdure fresche, spirulina e ingredienti simili.

Per il successo a lungo termine nel loro allevamento è meglio però fornire un acquario maturo con abbondanti rocce lisce e altre superfici coperte di alghe.
Se non riuscite a far crescere alghe sufficienti nell'acquario principale o avete numerosi pesci erbivori che consumano rapidamente ciò che è disponibile, potrebbe essere necessario allestire un acquario separato in cui far crescere le alghe sulle rocce e ciclicamente scambiarle con quelle nell'acquario principale.
Questo 'vivaio' non deve essere molto grande, richiede solo forte illuminazione e in climi soleggiati può essere tenuto all'esterno. E' importante anche il tipo di alghe, ad esempio i pesci preferiscono le diatomee e le varietà verdi e tenere, piuttosto che quelle più scure a pennello.

Spesso si vedono in vendita delle specie del genere Gastromyzon in uno stato emaciato e smagrito, che può essere difficile da correggere. Un buon commerciante avrà fatto qualcosa in proposito prima della vendita, ma se decidete di dare una possibilità ad esemplari gravemente indeboliti, inizialmente dovrete metterli in condizioni di avere una fonte costante di cibo adatto, senza alcun concorrente alimentare.

Dimorfismo sessuale

Le femmine adulte hanno il corpo notevolmente più tozzo e spesso sono un po' più grandi dei maschi; queste differenze sono più evidenti quando si osservano i pesci dall'alto o dal basso. I maschi possiedono anche gruppi di tubercoli conici sui raggi anteriori delle pinne pettorali e tubercoli ctenoidi sulla testa e sulla base delle pinne pettorali. Le femmine non hanno i tubercoli ctenoidi ma solo quelli conici sul corpo.

Gastromyzon ctenocephalus non è mai stato riprodotto in acquario, ma si suppone che la deposizione avvenga in maniera simile alle altre specie del genere già riprodotte, Gastromyzon scitulus e Gastromyzon monticolae. Su Seriouslyfish.com sono riportate le uniche osservazioni conosciute, fatte dall'acquariofilo tedesco Philipp Dickmann e pubblicate su una rivista acquariofila nel 2001.
Dickmann ha raccolto degli esemplari selvatici di Gastromyzon scitulus (identificato all'epoca come Gastromyzon punctulatus) e di Gastromyzon monticola, ed ha tentato di farli riprodurre usando metodi diversi.

Inizialmente è stata posta una coppia di Gastromyzon scitulus in un acquario da 30 litri senza substrato o filtrazione ma fortemente aerata e contenente alcuni vasi di fiori rotti, massi e piante galleggianti per i ripari. E' stata offerta ai pesci una dieta ricca, con molte larve di zanzare vive e congelate, per portarli in condizioni di riproduzione.
La temperatura è stata quindi aumentata a 28°C per un periodo di 8 settimane e l'alimentazione è aumentata; queste condizioni sono state mantenute per 3 settimane durante le quali la temperatura è salita involontariamente a 32°C.
Dopo che è stato osservato il comportamento di corteggiamento, sono stati effettuati dei cambi con acqua fredda per abbassare la temperatura dell'acqua a 25°C, e i pesci si sono quindi riprodotti durante un periodo di bassa pressione dell'aria; nel momento culminante i loro corpi si sono congiunti lontano dal substrato.

Sono state osservate almeno 100 piccole uova (diametro <1 mm), affondanti, non adesive, e a questo punto gli adulti sono stati rimossi.
Le uova hanno iniziato a schiudersi dopo circa 3 giorni; gli avannotti inizialmente erano fotofobici ed hanno richiesto una dieta tipo infusori a causa delle loro piccole dimensioni (~ 3 mm SL). Sembra che però le piante nella vasca hanno iniziato a marcire, con conseguente degrado della qualità dell'acqua, per cui dopo 3 settimane tutti gli avannotti erano morti.

Si ha avuto più successo con Gastromyzon monticola, questa volta usando un acquario da 160 litri con un substrato di ghiaia grossolana, alcuni pezzi di ardesia appoggiati contro il vetro posteriore, dei cespugli di Cryptocoryne e un pezzo di legno.
La temperatura dell'acqua è stata mantenuta a 24° e il GH era di 10-12°. Anche questo acquario non aveva filtro ma era fortemente aerato, ed era abitato anche da Ambastaia sidthimunki, Pangio sp. e una grande popolazione della lumaca scavatrice Melanoides tuberculata.
In questa occasione semplicemente sono iniziati ad apparire con il tempo un po' di avannotti, e per un periodo di 12 mesi è stata osservata continuamente la deposizione delle uova.

Vai alle pagine sulla riproduzione dei Gastromizontidi

Specie appartenenti al Genere

Hillstream loach, Pesce ventosa

E' la specie di Gastromyzon che si trova più facilmente in commercio, anche se spesso confusa con altre specie di Gastromyzon e di Beaufortia.

Aspettativa di vita: 4 - 6 anni
Dimensioni max: 4.5 cm SL
Temperatura: 20 - 24°C

Una specie difficile da trovare in commercio, ma allevata da vari acquariofili privati.

Dimensioni max: 7.7 cm SL
Temperatura: 20 - 24°C

Specie di Gastromyzon difficile da trovare in commercio,anch'essa ha bisogno di una forte corrente in acquario

Dimensioni max: 9.4 cm SL
Temperatura: 20 - 24°C
Hillstream loach, Pesce ventosa

E' tra i membri del genere Gastromyzon che si trovano più comunemente in commercio, e che spesso si trovano in spedizioni miste che possono contenere altre specie di Gastromyzon o pesci correlati

Aspettativa di vita: 4 - 6 anni
Dimensioni max: 4.5 cm SL
Temperatura: 20 - 24°C
Hillstream loach

E' una specie di Gastromyzon molto rara da trovare in commercio, anche se spesso viene confusa con altre specie di Gastromyzon e di Beaufortia.

Aspettativa di vita: 4 - 6 anni
Dimensioni max: 6.5 cm SL
Temperatura: 23 - 25°C
Hillstream loach, Pesce ventosa

E' uno dei membri del genere Gastromyzon che si trova più comunemente in commercio, e che spesso si trova in spedizioni miste che possono contenere altre specie di Gastromyzon o pesci correlati

Aspettativa di vita: 4 - 6 anni
Dimensioni max: 5,2 cm SL
Temperatura: 20 - 24°C

Non si trova spesso in commercio, capita mescolato insieme a spedizioni di altri pesci simili, Gastromyzon o Beaufortia

Dimensioni max: 5.4 cm SL
Riferimenti & Link
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