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Distinguere i Botia Tigre: Il Genere Syncrossus (K.Udomritthiruj)

Descrizione delle differenze fra i membri del genere Syncrossus per poter identificare una specie dall'altra
In origine era "The Tiger Botias of the Hymenophysa Group" di Kamphol Udomritthiruj; nel 2006 è stato aggiornato con la nuova nomenclatura da Martin Thoene.

Traduzione dell'articolo:
"Telling Tigers Apart - The Syncrossus Genus"
di Kamphol Udomritthiruj
sul sito Loaches Online.

I riferimenti tassonomici nell'articolo sono ovviamente relativi a quanto si sapeva negli anni in cui è stato scritto; per avere un'idea dalla tassonomia attuale delle famiglie di Botiidae e Cobitidae visitate queste pagine.

Questo articolo intende aiutare gli acquariofili a distinguere visivamente i Syncrossus che, a parte il disegno della livrea, sono molto simili nella morfologia. Cioè le misure (raggi delle pinne, lunghezze, profondità, conteggi, ecc.) in questo gruppo di botia ha abbastanza variazione da sovrapporsi ed essere statisticamente indistinguibili l’uno dall’altro. Questo include le specie del genere Syncrossus: Syncrossus hymenophysa, Syncrossus helodes, Syncrossus beauforti, Syncrossus berdmorei, Syncrossus reversa, e una specie non ancora identificata (cf. berdmorei) le cui foto sono qui per la prima volta fuori dalla Thailandia.

Le uniche caratteristiche facili per distinguere queste specie sono la loro colorazione e il disegno della loro livrea.

Circa undici anni fa, ho scritto un articolo intitolato "The Tiger Botia, Botia hymenophysa (Bleeker, 1852) or Botia helodes Sauvage, 1876?" per la pubblicazione della Greater Seattle Aquarium Society, Northwest Aquaria (Vol. 11, 1989). Sembra strano che dopo di allora non sia cambiato nulla nell'identificazione errata (nel commercio e nella letteratura d'acquario) fra gli ora rinominati Syncrossus helodes e Syncrossus hymenophysa. Questo è in gran parte dovuto alla popolare letteratura acquariofila che solitamente identifica Syncrossus helodes come Botia (Syncrossus) hymenophysa.

Nella revisione dei pesci dell’Indocina descritti nel diciannovesimo secolo dall’ittiologo Henri-Emilé Sauvage (1844-1917), Kottelat (1984) ha riconvalidato lo status dei Botia helodes come distinti da Botia hymenophysa.

Nella sua revisione della sottofamiglia Botiinae del 2004, Kottelat ha rinominato Syncrossus quello che allora era conosciuto come il Complesso Hymenophysa.

Una delle differenze principali fra i due botia è la loro ripartizione geografica; Syncrossus helodes di si trova nel Laos, Vietnam, Cambogia e in Thailandia, mentre Syncrossus hymenophysa si trova in Indonesia (Sumatra e Borneo). Per gli acquariofili ed entusiasti dei cobitidi, il disegno della livrea dei pesci sono più pertinenti per la distinzione fra la specie. I disegni principali di ogni specie sono come segue:

Syncrossus helodes

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Syncrossus helodes (ex Botia helodes) - Disegno di Kamphol Udomritthiruj - (Loaches Online)
  • Il colore da giallo a marrone del corpo è segnato con 10 - 11 strisce verticali scure.
  • Le strisce fra la testa e la pinna dorsale sono inclinate verso la coda.
  • La pinna dorsale non ha uno spot nero pronunciato.
  • C’è, tuttavia, uno spot nero sul peduncolo caudale superiore (sull'ultima striscia alla base della coda).
  • Le strisce sul corpo non hanno nessun bordo blu.
  • La regione pettorale verso la regione anale (torace e ventre) non ha nessuna striscia ma ha in genere numerosi spot neri

Syncrossus hymenophysa

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Syncrossus hymenophysa (ex Botia hymenophysa) - Disegno di Kamphol Udomritthiruj - (Loaches Online)
  • Il colore da giallo a marrone del corpo è segnato da 12 - 15 strisce.
  • Le strisce fra la testa e la pinna dorsale sono inclinate verso la testa.
  • La pinna dorsale ha un grande e pronunciato spot nero.
  • Non c’è lo spot nero sul peduncolo caudale.
  • Ogni striscia del corpo è delimitata su entrambi i lati da bordi blu iridescente.
  • Non ci sono macchie su torace e zona anale, poiché le strisce raggiungono quasi completamente l'addome.

Qui sotto ci sono due fotografie che mostrano esempi di individui giovani di entrambe le specie.

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Syncrossus helodes a destra e Syncrossus hymenophysa a sinistra
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Syncrossus hymenophysa davanti, Syncrossus helodes dietro

Syncrossus reversa

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Syncrossus reversa - Foto di Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

Roberts (1989) ha descritto un nuovo botia, B. reversa (Syncrossus reversa), dai torrenti indonesiani degli altopiani di Borneo, Giava e Sumatra (500 - 1000 metri s.l.m.). Sono simili a Syncrossus hymenophysa ma differiscono nella larghezza delle strisce scure (12-13) e nei loro margini, che sono più larghi degli intervalli pallidi adiacenti. L'aspetto delle strisce ha dato a Roberts l'impressione di vedere il disegno invertito di Syncrossus hymenophysa e da qui l’etimologia “reversa” (dal latino). Inoltre non c’era lo spot nero sulla pinna dorsale. Trovati negli stessi sistemi fluviali, non sono mai stati trovati insieme (simpatria) in quanto Syncrossus reversa è un abitante dei torrenti di montagna, mentre Syncrossus hymenophysa abita i fiumi di pianura.

Qui sotto, un'immagine che mostra insieme individui di Syncrossus helodes e Syncrossus berdmorei.

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Descrizione

A confronto Syncrossus helodes, sopra, e Syncrossus berdmorei, in basso - Foto © Emma Turner (Loaches Online)

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Descrizione

Syncrossus berdmorei - Foto © Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

Syncrossus berdmorei

Tutte le immagini attribuibili a Syncrossus berdmorei nella letteratura acquariofila sono di Syncrossus beauforti. Syncrossus berdmorei non è (era) mai stato visto nell'hobby dell'acquariofilia in quanto è distribuito nella Birmania settentrionale, dove non c’è (c'era) nessuna attività dell'industria peschiera orientata ai pesci d’acquario. Oserei dire che S. berdmorei non è mai stato fotografato nella letteratura acquariofila. L'unico riferimento vero che abbiamo noi acquariofili di Syncrossus berdmorei (come Botia berdmorei) proviene da un’illustrazione del 1878 di Day e dalle povere foto degli esemplari conservati di Menon (1992).

Syncrossus berdmorei è distinguibile da Syncrossus beauforti dalla dimensione più grande delle file orizzontali di spot sui suoi fianchi. In Syncrossus berdmorei, grandi spot cominciano generalmente dopo l’opercolo (la copertura delle branchie). InSyncrossus beauforti, piccoli spot cominciano più avanti e iniziano nella testa come sottili trattini orizzontali che si frammentano, o si affievoliscono come piccoli spot verso la coda (circondati solitamente da un alone pallido).

Syncrossus cfr. berdmorei

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Descrizione

Syncrossus cf. berdmorei dalla Thailandia nord-occidentale - Foto © Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

I due botia che ho etichettato come Syncrossus cf. berdmorei (vedi sotto) sono stati catturati con una nassa alla foce del tributario Mae Lamao nella Thailandia nordoccidentale (provincia di Mae Hong Son) al confine con la Birmania, in 1992. Ci sono significative differenze da ogni altro botia del gruppo dei Syncrossus sia nel disegno che nel colore. Il corpo non è del tipico marrone opaco ma di un giallo/dorato luminoso e riflettente. Le strisce sono di un verde iridescente. Inoltre sono significative le larghezze di queste strisce verticali. Tipicamente, tutti i altri botia di questo gruppo hanno strisce dalla larghezza costante. In questi botia di Mae Lamao, le strisce si alternano fra le tipiche strisce verticali di spessore costante e altre che finiscono a punta come stiletti. Considero questi esemplari strettamente associati a Syncrossus berdmorei a causa della prossimità geografica con la distribuzione conosciuta di Syncrossus berdmorei, la Birmania settentrionale.
Ma che cosa ne è delle evidenti file di spot caratteristici di Syncrossus berdmorei? La mancanza di quegli spot può essere l'unica ragione per la quale questi esemplari sono una specie non ancora descritta scientificamente; tuttavia, guardate molto attentamente i pochi spot/macchie dietro l’opercolo. Potrebbero proprio essere giovani Syncrossus berdmorei con i loro spot che stanno iniziando a svilupparsi (aumentando con l'età). Un'altra caratteristica distintiva è il grande spot nero sulla pinna dorsale che è presente in Syncrossus helodes e Syncrossus beauforti.

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Descrizione

Syncrossus di una specie sconosciuta, forse una forma di colore di Syncrossus berdmorei - Foto © Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

In conclusione, la maggior parte delle immagini di Syncrossus hymenophysa nella letteratura acquariofila sono di Syncrossus helodes. Tutte le immagini di Syncrossus berdmorei nella letteratura acquariofila (tutta quella che io ho mai visto) sono di Syncrossus beauforti.

In origine, quando è stato scritto questo articolo, Kamphol credeva che Syncrossus berdmorei e Syncrossus reversa non fossero mai entrati nel commercio acquariofilo. Certamente, Syncrossus berdmorei è stato esportato negli ultimi anni.

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Syncrossus a confronto - Foto di Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

© Kamphol Udomritthiruj (Loaches Online)

Specie appartenenti al Genere

Tiger Botia

E' il più piccolo dei "Botia tigre", ma non per questo è meno aggressivo e mordace degli altri Syncrossus: è famoso per essere un pesce violento, aggressivo, mordi-pinne e territoriale

Aspettativa di vita: 8 - 10 anni
Dimensioni max: 25.0 cm SL
Temperatura: 24 - 28°C
Tiger Botia

E' una specie molto rara in commercio, ed è l'appartenente al gruppo dei 'botia tigre' dalla colorazione più spettacolare, ma può essere molto aggressivo verso gli atri pesci.

Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni max: 25 cm SL
Temperatura: 22 - 26°C
Tiger Botia

Viene raggruppato tra i "Botia Tigre" per il comportamento sempre aggressivo e mordace, anche se non così marcato come in altri botia, come ad esempio Syncrossus beauforti.

Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni max: 30 cm SL
Temperatura: 24 - 30°C
Tiger Botia

Altro grande appartenente al gruppo dei "Botia tigre", ha un'indole molto aggressiva e combattiva, che unita alle dimensioni ragguardevoli non lo rendono adatto alle comuni vasche di comunità.

Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni max: 21.0 cm SL
Temperatura: 25 - 30°C
Riferimenti & Link
  • Day, F. 1876-1878. The fishes of India. London, 2 vol., 778 p., 195 pl.
  • Kottelat, M. 1984. A review of the species of Indochinese fresh-water fishes described by H.-E. Sauvage. Bull. Mus. natn. Hist. nat., Paris, 4e ser., 6, section A, no. 3: 791-822.
  • Menon, A.G.K. 1992. The Fauna of India and adjacent countries Pisces Vol.IV Teleostei-Cobitoidea, Pt. II, Cobitidae. ZSI Calcutta. 113 pp.
  • Roberts, T.R. 1989. The Freshwater Fishes of Western Borneo (Kalimantan Barat, Indonesia). California Academy of Sciences, San Francisco. 210 pp.
  • Udomritthiruj, K. 1989. The tiger Botia, B. hymenophysa (Bleeker) or B. helodes (Sauvage)? Northwest Aquaria (Publication of the Greater Seattle Aquarium Society). 11: 8-9.

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