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Acantopsis dialuzona

Van Hasselt, 1823

Una specie non molto diffusa in commercio, che ama le acque correnti e rimanere sepolta nella sabbia

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Descrizione

Acantopsis dialuzona in acquario, devono essere allevati con un fondo in sabbia, dove amano seppellirsi

Nome comune
Horseface loach
Sinonimi
Acantopsis choirorhynchos
Dimensioni massime in natura

25.0 cm SL

I giovani di questa specie vengono esportati in gran numero, ma è molto raro vedere esemplari adulti in acquario, il che purtroppo fa pensare che i loro bisogni non siano soddisfatti abbastanza spesso. Come si può leggere sotto nella parte sull'allevamento, non sono pesci adatti ai comuni acquari domestici, perché hanno bisogno di acqua con buona corrente e molto ben ossigenata, e soprattutto di un substrato di fondo di sabbia finissima, più è fine meglio è, perché passano molto tempo insabbiati nel fondo, con solo muso e/o occhi che sporgono dalla sabbia, e per il loto tipico comportamento alimentare di setacciare la sabbia di fondo con la bocca attraverso le branchie per estrarne quanto c'è di commestibile.
Senza queste caratteristiche dell'acquario agli Acantopsis si stressano enormemente, e lo stress li rende vulnerabili alle malattie ed accorcia drasticamente l'aspettativa di vita.

Si è sempre pensato che i pesce presenti nel commercio acquariofilo come 'horseface loach', loach faccia di cavallo, fossero Acantopsis choirorhynchos, e così era indicato nella maggior parte della letteratura acquariofila stampata e online. In realtà Kottelat (2012, 2013) ha posto Acantopsis choirorhynchos come sinonimo junior di Acantopsis dialuzona, senza dare spiegazioni del perché, per cui seguiamo questa designazione come un atto di fede, data la confusione che regna nel genere e nella famiglia Cobitidae, in attesa di sviluppi futuri.

Attualmente il genere Acantopsis contiene 8 specie riconosciute, delle quali ben 3 descritte solo nel 2017, e dovrebbe subire cambiamenti significativi in futuro, con la probabile descrizione di altre specie. Eschmeyer, 2015 elenca cinque specie valide, con la sesta, Acantopsis choirorhynchos (Bleeker 1854), considerato sinonimo junior di Acantopsis dialuzona dopo Kottelat (2012, 2013).
Secondo Rainboth (1996) i membri del genere sono caratterizzati dal possedere un corpo allungato, 9-11 raggi ramificati nella pinna dorsale, un singolo paio di barbigli all'estremità del muso, una pinna caudale leggermente biforcuta e occhi senza orbitale libero.
Rainboth ha anche riconosciuto tre specie nella sezione cambogiana del fiume Mekong e altre quattro nel Chao Phraya, che erano state ampiamente, ma erroneamente, identificate come Acantopsis choirorhynchos o Acantopsis dialuzona, anche se nessuna di esse sembra essere stata descritta ufficialmente.

Roberts (1989) afferma che Acantopsis possiede una testa e un muso molto allungati con gli occhi posizionati dorsalmente, 10-13 raggi ramificati nella pinna dorsale con l'origine della pinna dorsale anteriore all'origine della pinna pelvica, la pinna caudale biforcuta o profondamente emarginata e 40-44 vertebre. La spina suborbitale (vedi sotto) si trova interamente, raramente leggermente, davanti all'occhio piuttosto che sotto di esso.

I membri della famiglia Cobitidae, spesso definiti "veri" loach, sono ampiamente distribuiti in gran parte dell'Eurasia, con il subcontinente indiano, l'Asia sudorientale e la Cina che rappresentano centri particolari di diversità di specie.
Le analisi filogenetiche di Tang et al. (2006), Šlechtová et al. (2007) e Šlechtová et al. (2008) hanno rivelato che il gruppo costituisce un lignaggio genetico separato dalla famiglia dei Botiidae (ile due famiglie in passato erano raggruppate insieme nella famiglia Cobitidae come due sottofamiglie, Cobitinae e Botiinae).
Negli studi più recenti il genere Lepidocephalichthys non è stato più considerato come strettamente correlato ai generi Pangio, Lepidocephalus o Kottelatlimia come si ipotizzava in precedentenza, ma sfortunatamente gli autori non hanno proposto una teoria alternativa.

Tutti i cobitidi possiedono acuminate spine suboculari mobili, normalmente nascoste all'interno di una piega della pelle, ma che vengono erette quando un individuo è stressato, per es. se rimosso dall'acqua. E' necessario quindi fare attenzione in quanto possono impigliarsi nei retini d'acquario e le specie più grandi possono anche ferire la pelle umana.

Distribuzione

Asia: Giava, Borneo, Sumatra e la penisola malese a nord fino alla Thailandia meridionale. Segnalato anche in aree del sud-est asiatico. La distribuzione, così come la tassonomia del gruppo, sono molto poco studiate.

Habitat

Ambiente: demerso, acqua dolce; clima tropicale.
Le specie di Acantopsis sono abitanti quasi esclusivi dei canali fluviali con buona corrente, con substrati di sabbia, ghiaia o fango, ma sono noti migrare nelle zone temporaneamente allagate durante i mesi piovosi dell'anno.
Un'indagine sul fiume Phrom, provincia di Chaiyaphum, nella Thailandia nord-orientale ha registrato la specie identificata come Acantopsis choirorhynchos (attualmente sinonimo di Acantopsis dialuzona) come coabitante insieme a numerose altre specie tra cui Pangio anguillaris, Pangio oblonga, Acanthopsoides gracilentus, Esomus metallicus, Rasbora myersi, Rasbora paviana, Cyclocheilichthys armatus, Cyclocheilichthys repasson, Osteochilus waandersii, Puntius brevis, Puntius binotatus, Puntius orphoides, Garra cambodgiensis, Gyrinocheilus aymonieri e tre specie di Mastacembelus.

Temperatura in natura

25 - 28°C

Valore pH in natura

6.0 - 6.5

Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 150 x 45 cm di base per un gruppo di minimo 6 esemplari
Non è difficile da allevare, ma deve essere dotato di un substrato soffice e sabbioso poiché ama trascorrere un po' di tempo completamente sepolto o con solo gli occhi che sporgono dalla sabbia. Se viene usato materiale più grossolano, può stressarsi molto o procurarsi delle ferite cercando di scavare, e può essere inibito il suo comportamento alimentare.
Altri arredi possono includere rocce erose dall'acqua e rami e radici di legno disposti in modo da formare molti nascondigli e punti ombreggiati - vanno aggiunti prima del substrato per evitare che vengano rovesciati dall'attività di scavo. L'illuminazione può essere piuttosto fioca a meno che non si intenda coltivare delle piante, alcune manciate di lettiera di foglie secche completeranno l'effetto naturale.
Sebbene non siano necessarie condizioni simili a quelle di un torrente, è meglio se c'è un buon movimento dell'acqua e un'alta percentuale di ossigeno disciolto, il che significa che devono essere impiegati pompe di movimento, filtri potenti, o aeratori.
Come molti pesci che abitano naturalmente acque correnti, sono intolleranti all'accumulo di inquinanti organici e richiedono acqua pulitissima per rimanere in salute, il che significa che dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Date le loro esigenze per quanto riguarda l'allestimento, i compagni di vasca devono avere le stesse esigenze di movimento dell'acqua e ossigeno disciolto, staranno bene insieme a specie che abitano la parte superiore della colonna d'acqua come quele dei generi Rasbora, Devario, Laubuca Barilius.
Sono adatti anche i cobitidi delle famiglie Botiidae, Cobitidae e Nemacheilidae, ma come al solito è essenziale fare ricerche adeguate prima di scegliere i coinquilini, in quanto alcuni possono essere eccessivamente territoriali o comunque aggressivi. Un acquario di comunità basato su uno dei suoi fiumi nativi potrebbe essere molto interessante e con molte opzioni.
Non ne va mai acquistato solo un singolo esemplare o due o trema come minimo 6-8 esemplari, perché vive in libere aggregazioni in natura.
Possono verificarsi delle schermaglie occasionali, presumibilmente per la scelta dei territori temporanei, ma è molto raro che si procurino delle lesioni fisiche.

Alimentazione

Gli Acantopsis hanno un tipico comportamento alimentare, setacciano bocconi di substrato attraverso le branchie da cui vengono estratti larve di insetti, piccoli crostacei e simili. Non sono difficili da nutrire in acquario ma bisogna offire una dieta variata che comprenda mangime secco affondante di alta qualità più cibo vivo e/o congelato come Artemia, Tubifex, Daphnia, chironomus, ecc.

Dimorfismo sessuale

Le femmine in genere diventano molto più grandi dei maschi, mentre i maschi hanno le pinne pettorali modificate, con la prima coppia di raggi ramificati estesa.

Riproduzione

Non registrata in acquario.

Riferimenti & Link

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