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Physa

Informazioni e notizie sulla tassonomia e sulle specie comprese nel genere

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Descrizione

Lost in space © Marcus Wallinder

Le specie del genere Physa sono piccole lumache d'acqua dolce abbastanza comuni, di solito si scoprono come intrusi indesiderati in acquario, inavvertitamente introdotte con le piante ornamentali. Piuttosto prolifiche, quando trovano cibo disponibile formano grandi popolazioni, e vengono così considerate infestanti dalla maggior parte degli acquariofili. Bisogna sottolineare però che la maggior parte delle volte queste esplosioni demografiche sono il risultato di un eccesso di alimentazione data ai pesci, cioè, la colpa è molto di più degli acquariofili, piuttosto che delle lumache stesse.

Come le planorbidi 'Ramshorn' e le Lymnaeidae sono lumache polmonate, che richiedono di tornare in superficie di tanto in tanto per respirare aria. Hanno una cavità polmonare rivestita dal mantello riccamente vascolarizzata sulla parte destra del corpo, che usano per lo scambio gassoso. Per questo motivo, sopravvivono anche in acqua stagnante, povera di ossigeno. Si ritiene che siano lumache terrestri che sono migrate di nuovo all'acqua, come è successo per delfini e balene. Come le altre lumache polmonate, non hanno opercolo.
Le Physa hanno due modi per andare in superficie: il primo è arrampicarsi su qualche pianta o altro oggetto sommerso. L'altro modo è chiamato 'spinning', in cui la lumaca rilascia in acqua un filo di muco, che attraversa la colonna d'acqua per aderire al film superficiale, grazie alla tensione. Quindi la lumaca 'scala' questo filo invisibile, sembrando che cammini a mezz'acqua. Il termine "spinning" deriva dal nome di una tecnica di pesca in cui viene utilizzato un'esca rotante, che viene gettata e tirata nello stesso modo del muco della lumaca.

Spinning di una Physa acuta, che sembra camminare a mezz'acqua - Foto © Walther Ishikawa
'Spinning' di una Physa acuta, che sembra camminare a mezz'acqua - Foto © Walther Ishikawa (Planeta Invertebrados)

A differenza di Planorbidae e Lymnaeidae, le lumache della famiglia Physidae non sono ospiti intermedie di parassiti che provocano malattie umane, però è importante ricordare che sono comunque un vettore di numerosi parassiti dei pesci (come Posthodiplostomum), per cui bisogna sempre pensarci bene prima di introdurre lumache prelevate in natura in acquario (non c'è problema per quelle comprate nei negozi, provenienti da allevamento).

Infine, a differenza delle altre famiglie di gasteropodi polmonati, non ci sono varietà di Physa ornamentali di diversi colori. Ci sono Physa albine, ma non hanno un'attrattiva per il mercato delle lumache ornamentali, perché ricordiamo che le Physidae non hanno emoglobina nell'emolinfa, quindi le forme albine non sembrano rosse o rosa, ma solo pallide e biancastre. Le Physa albine sono estremamente rare da trovare in natura.

Come altre famiglie di lumache di acqua dolce, la loro tassonomia è piuttosto confusa e controversa, le classificazioni più vecchie erano basate solo sui dettagli dei gusci, il che ha portato a molti errori di identificazione. Ci sono articoli di recenti revisioni, che propongono una nuova classificazione basata sull'anatomia degli organi riproduttivi, in particolare il pene (Taylor, 2003) e sul DNA mitocondriale (Wethington e Lydeard, 2007). Sebbene siano precise e circostanziate, queste nuove classificazioni non sono ancora completamente accettate.
Qui sotto i generi compresi nella famiglia secondo il registro WoRMS, che è aggiornato abbastanza regolarmente:

  1. Physa acuta Draparnaud, 1805 (Physella acuta ?)
  2. Physa arachleica Starobogatov & Prozorova, 1989
  3. Physa chippevarum (Taylor, 2003)
  4. Physa dalmatina Küster, 1844
  5. Physa fontinalis (Linnaeus, 1758)
  6. Physa hankensis Starobogatov & Prozorova, 1989
  7. Physa marmorata Guilding, 1828 (Stenophysa marmorata ?)
  8. Physa megalochlamys Taylor, 1988
  9. Physa mirollii Taylor, 2003
  10. Physa natricina D. W. Taylor, 1988
  11. Physa skinneri D. W. Taylor, 1954
  12. Physa streletzkajae Starobogatov & Budnikova, 1967
  13. Physa taslei Bourguignat, 1860
  14. Physa vernalis Taylor & Jokinen, 1984
Conchiglia conica - www.applesnail.net

Identificazione

  • Conchiglia sottile o mediamente spessa. Lumaca relativamente piccola (2 cm. al massimo). Conchiglia sinistrorsa (le spire si avvolgono verso sinistra). Apertura della conchiglia molto larga, opercolo assente --> Physidae

Le lumache del genere Physa sono molto simili a quelle del genere Lymnaea; elemento distintivo tra i due generi è, oltre alla parte terminale della conchiglia, che nelle Lymnaea termina con un cono molto più evidente ed acuto che non nelle Physa, soprattutto che la prima ha una conchiglia sinistrorsa, mentre la seconda destrorsa. Per verificarlo, basta osservare la lumaca da sotto, ad esempio mentre striscia sui vetri dell'acquario: con la punta del guscio verso il basso, l'apertura di una conchiglia sinistrorsa si trova sulla nostra destra. Inoltre, sempre vista strisciare sul vetro, la Physa ha il piede di forma più allungata, con la parte terminale più appuntita, ed hanno i tentacoli lunghi e sottili.
Questi dettagli consentono una facile differenziazione dalle lumache  della famiglia Lymnaeidae, con le quali sono spesso confuse. Altre lumache che possono essere confuse con le Physa sono le piccole planorbidi del genere Plesiophysa (Plesiophysa dolichomastix 7 mm e Plesiophysa guadeloupensis 4 mm), generalmente la distinzione è semplice, dalla forma della conchiglia e dalle dimensioni più piccole.

 

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Descrizione

Comparazione tra  Pseudosuccinea columella (Lymnaea columella), e Physa sp. - Foto © Walther Ishikawa (Planeta Invertebrados)

Habitat

Il sito Planeta Invertebrados, che ha studiato in modo molto approfondito le lumache acquatiche brasiliane, riporta che in Brasile il Ministero dell'Ambiente (MMA) e l'Istituto Chico Mendes per la Conservazione delle Biodiversità (ICMBio), nel dicembre 2014 hanno compreso tra la fauna in via di estinzione Physa marmorata (autoctona in Brasile) come specie in pericolo nella categoria IUCN 'vulnerabile' (VU). Anche se molti considerano questa specie comune e cosmopolita, è stata rilevata una progressiva riduzione della distribuzione delle popolazioni di questa lumaca negli ultimi dieci anni, a causa del degrado ambientale e della competizione con Physa acuta (alloctona in Brasile), più robusta e prolifica. Si stima una riduzione di circa il 35% nella popolazione di Physa marmorata nei prossimi 5 anni.

Una nota importante, soprattutto per noi acquariofili, è che ci sono molti errori nell'identificazione delle due specie di Physa, soprattutto nei siti web, ma anche nelle indagini della fauna selvatica (perché purtroppo spesso per l'identificazione si usano solo le caratteristiche della conchiglia). Basta inserire il nome Physa marmorata in qualsiasi motore di ricerca su Internet, per vedere che quasi tutti i risultati indicheranno altre specie. La maggior parte delle Physa che 'infestano' gli acquari d'acqua dolce appartengono alla specie Physa acuta.

Copula di Physa acuta, si nota il complesso del pene esposto nella lumaca sopra. Nella seconda foto, una delle lumache subito dopo la copula, ancora con il complesso del pene esposto - Foto © Felipe Aoki Goncalves
Copula di Physa acuta, si nota il complesso del pene esposto nella lumaca sopra. Nella seconda foto, una delle lumache subito dopo la copula, ancora con il complesso del pene esposto - Foto © Felipe Aoki Goncalves (Planeta Invertebrados)
Sviluppo delle uova di Physa marmorata - Foto © Walther Ishikawa
Sviluppo delle uova di Physa marmorata - Foto © Walther Ishikawa (Planeta Invertebrados)
Riproduzione

Le lumache del genere Physa non sono molto longeve, vivono all'incirca un anno, ma durante questo periodo sono molto prolifiche e producono molte uova. Già all'età di 8 settimane, le Physa sono mature sessualmente e possono iniziare a riprodursi. Sono lumache ermafrodite, cioè ogni lumaca possiede sia l'apparato sessuale maschile che femminile, e possono autofecondarsi, ma per riprodursi in genere preferiscono essere in due, quando si incontrano si scambiano il materiale genetico e successivamente depongono entrambe, da 50 a 400 uova.
Come le planorbidi, depongono le uova avvolte in una massa gelatinosa, che viene fatta aderire su substrati solidi, come i vetri dell'acquario, legni, foglie più robuste delle piante. Le uova si schiudono dopo da 3 a 5 giorni, generando piccole lumachine, miniatura dei genitori.

Sono capaci di riproduzione asessuata, autofecondante, in una procedura che però non è affine alla clonazione o alla partenogenesi, come avviene per le Melanoides. Nel caso delle Physa, ciascuna delle uova, anche se autofecondata, avrà un'unicità genetica basata sull'incontro tra le due metà. Oltre all'autofecondazione, le Physa hanno anche la capacità di immagazzinare materiale genetico. Un singolo incontro con un'altra lumaca può fornire abbastanza materiale genetico per molte deposizioni di uova.

Specie appartenenti al Genere

Sono tra le tante lumachine non ben identificate che appaiono nelle vasche degli acquariofili senza essere state consapevolmente introdotte

E' molto simile a Physa acuta, la lumaca 'infestante degli acquari d'acqua dolce, e spesso viene confusa con quest'ultima

Riferimenti & Link
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Commenti

Ciao, non ho un acquario ma un minuscolo laghetto in balcone creato per ospitare una piccola pianta acquatica. Inizialmente volevo introdurre dei pesci ma dato che il laghetto non contiene più di 2,5/3 litri d'acqua ho rinunciato. Inoltre è ricavato da una bacinella in alluminio perciò l'acqua si scalda molto durante la giornata. Tuttavia, la piantina cresce molto bene, anzi, molte altre piantine sono spuntate e persino una foglia di pianta grassa che ci era caduta dentro ha messo radici ed ha germogliato. Insieme alle nuove piantine sono apparse un nugolo di lumachine. Inizialmente ho pensato di avere le traveggole perché non sapevo che esistessero delle lumache acquatiche di acqua dolce specialmente perché le piccole tendevano a sparire. Quelle che ho sembrano essere delle Physa ma spesso vengono in superficie anche di giorno, persino quando il sole è a picco e la temperatura dell'aria supera i 30 gradi. Le lumache piccole, appena visibile, vivono aggrappate alle pareti metalliche e credo mangino le alghe e il limo. E' possibile che siano delle Physa? Oppure il comportamento diurno lo esclude? Il laghetto è infestato da larve di zanzare tigre, come posso liberarmi delle larve senza compromettere le lumache? Ci sono libri che possono aiutarmi a comprendere meglio questi molluschi e prendermene cura? Grazie per la pazienza, Irene.

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