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La guida definitiva ai pesci elefante

In questa guida Heiko Bleher ci fa conoscere le specie di pesce elefante che è possibile trovare in commercio, dalle più comuni alle più rare, con indicazioni per il loro allevamento e la loro riproduzione. Nonostante io sia fermamente convinta che i mormiridi non siano da commercializzare come pesci d'acquario, in quanto totalmente inadatti alla vita in cattività, che distorce il loro campo elettrico, penso che una guida per chi li ha sconsideratamente acquistati sia necessaria.

Traduzione dell'articolo:
"Definitive guide to elephantnoses"
di Heiko Bleher
su Practical Fishkeeping

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Descrizione

Gnathonemus petersii - Foto © Joachim S. Muller (Flickr)

Heiko Bleher osserva la famiglia di pesci Mormyridae che individua e comunica utilizzando la propria elettricità.

Ci sono più di 190 specie valide di pesci elefante nella famiglia Mormyridae, che appartengono all'ordine degli Osteoglossiformes. La loro distribuzione è limitata al continente africano, ma si trovano dal basso Nilo al Sud Africa in quasi tutti i tipi di acqua. Sono per lo più attivi di notte e molte specie sono famose per il corpo allungato e il muso a proboscide - e per l'organo che usano per generare campi elettrici per aiutarli a navigare, rilevare la preda e comunicare, in un processo noto come elettro-localizzazione.

Anche i Gymnotiformes sudamericani, incluso il pesce coltello fantasma nero Apteronotus albifrons, hanno organi elettrici che funzionano in modo molto simile. Anche alcuni pesci coltello hanno una forma della testa simile, sono attivi di notte e vivono in habitat molto simili. Tuttavia, non si pensa che abbiano condiviso alcuna ascendenza recente.

L'organo specializzato dei pesci elefante si trova nel peduncolo caudale, che genera gli impulsi. Ogni pesce costruisce un campo elettrico attorno a sé ed è rilevato da organi elettro-recettori cutanei distribuiti su gran parte della superficie corporea. Gli oggetti vicini distorcono il campo elettrico e causano alterazioni locali nel flusso di corrente negli elettro-recettori più vicini all'oggetto. Monitorando costantemente le risposte dei suoi organi, un pesce può rilevare, localizzare, identificare oggetti e comunicare con altri fino a una distanza di circa 3 metri. Quando il pesce è a riposo, la frequenza di scarica è bassa, ma aumenta rapidamente fino a un valore compreso tra 80 e 100 impulsi al minuto se disturbato. Tuttavia, la forza dell'elettricità creata, circa un volt, non è sufficiente per scioccare seriamente un essere umano.

Mormyrus rume è un'eccezione, infatti emette 25 volt. La sua scarica può essere avvertita toccando il peduncolo caudale del pesce quando viene estratto dall'acqua.

I generi nella famiglia

Ci sono un totale di 21 generi nella famiglia Mormyridae ma Heiko Bleher tratta qui solo i generi e le specie che si possono trovare nel mercato acquariofilo, importati o riprodotti occasionalmente. Principalmente a causa del loro habitat spesso poco conosciuto e delle loro abitudini notturne, ci sono ancora molte specie non descritte e sconosciute.

I generi conosciuti sono: Brienomyrus, Brevimyrus, Boulengeromyrus, Campylomormyrus, Cyphomyrus, Genyomyrus, Gnathonemus, Heteromormyrus, Hippopotamyrus, Hyperopisus, Isichthys, Ivindomyrus, Marcusenius, Mormyrops, Mormyrus, Myomyrus, Oxymormyrus, Paramormyrops, Petrocephalus, Pollimyrus e Stomatorhinus.

Lo sapevate?

I pesci elefante stupirono persino gli antichi egizi! Sappiamo dai documenti del 2450-2350 a.C. che ne furono fatti molti bassorilievi che ancora sopravvivono, come nella tomba di Idout, nella tomba di Ti e nella tomba di Mereruka, e anche in alcuni bellissimi dipinti. Per quella dinastia di egizi questi pesci erano sacri, un simbolo di fertilità e una delle forme della dea Iside è raffigurata con uno di questi pesci in mano.

I primi record

La prima documentazione scientifica di un pesci elefante proviene da Forskål nel 1775 con Mormyrus kannume, seguito da Linnaeus (1758) con altre tre specie (Marcusenius cyprinoides, Mormyrops anguilloides e Mormyrus cashive), anch'esse dal Nilo. La quinta specie del Nilo, Mormyrus niloticus, fu pubblicata nel 1801 da Bloch e Schneider.
Questi erano per lo più quelli già noti da antichi dipinti e incisioni. Ci vollero quasi altri 50 anni prima che venissero descritti nuovi pesci elefante, e solo Peters, nel 1852, menziona il primo dal Mozambico e Castelnau, nel 1861, un altro dal fiume Zambesi.

Ne seguirono altri, ma Boulenger fu lo specialista, descrivendo tra il 1890 e il 1920 quasi 60 nuove specie provenienti da tutta l'Africa, che sono ancora valide oggi. L'anno scorso sono state descritte cinque nuove specie di Pollimyrus da un'area molto piccola nel Parco Nazionale di Odzala della Repubblica Democratica del Congo (RDC) in una recente pubblicazione di Lavoué, Sullivan e Arnegard.

Questo mostra quante specie sono ancora da scoprire in Africa.

Diversi musi

I pesci elefante vivono in habitat sorprendenti e hanno sviluppato adattamenti straordinari tra individui che si trovano in una posizione completamente diversa dello stesso fiume. Il muso di ogni specie è specializzato per la natura del fondo del fiume in cui si nutre. Musi lunghi e sottili consentono ai pesci di sondare il cibo nella ghiaia o sabbia profonda e a grana piccola, mentre i musi corti e tozzi consentono loro di nutrirsi su un substrato roccioso incrostato di alghe.

La specie Gnathonemus petersii del basso bacino del Niger, è stata una delle prime ad arrivare in acquariofilia e rimane la più apprezzata. È anche il pesce a cui è dovuto il nome comune di pesce elefante. Il suo mento si prolunga come un dito carnoso e sensibile per cercare e trovare cibo nel terreno soffice e tra piccoli sassi, mentre la bocca rimane nella posizione normale.

Sebbene abbiano una vista scarsa, hanno cervelli estremamente grandi, tra un quinto e un ottavo del loro peso corporeo. Questo significa che è più di 25 volte il peso relativo del cervello di un luccio, e si avvicina al rapporto umano che va da circa un venticinquesimo a un quarantesimo. Il loro cervelletto è notevolmente ingrandito e questo è correlato alla loro percezione del campo elettrico.

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Gnathonemus petersii - Foto © Jacques Moreau (FishBase.org)

Non è chiaro quando e quali siano stati i primi pesci elefante entrati nel commercio dei pesci ornamentali, ma ad oggi si tende ad identificare la specie Gnathonemus petersii con la famiglia Mormyridae, in quanto questa specie si trova ampiamente in commercio, esportata dalla Nigeria. Le altre specie di Gnathonemus sono difficilmente esportate.
Gnathonemus petersii può arrivare ad una lunghezza di 25 cm.

Le specie del genere Brienomyrus invece raramente superano i 12-15 cm. Brienomyrus longianalis viene esportato da Lagos, Nigeria, così come tre specie non identificate: Brienomyrus sp. 1, Brienomyrus sp. 2 e una non descritta. Brienomyrus sp. 3 dal Congo inferiore, in aggiunta a Brienomyrus sphekodes dalla regione di Doumé nel Congo e Brienomyrus tavernei dal sistema fluviale Tumbwe nella RDC che sono raramente esportati da Kinshasa.

Le due specie, o varianti, del genere Brevimyrus sono poco frequenti da vedere in commercio, ma la specie Brevimyrus niger, originaria del Gambia, è stata esportata anche dall'Africa occidentale insieme a Brevimyrus sp. 1, dal delta del fiume Niger inferiore, in Nigeria. Rimangono intorno ai 10-12 cm.

L'unica specie del genere monotipico Boulengeromyrus, Boulengeromyrus knoepffleri, con il suo muso stupefacente, è originaria del Gabon, registrata ad una lunghezza massima di 30 cm ed è una rarità nel commercio acquariofilo.

D'altra parte, le specie di Campylomormyrus sono probabilmente i pesci elefante più colorati, almeno nella fase giovanile. Alcuni crescono fino a 60 cm di lunghezza e spesso sono incolori a quelle dimensioni. Sono confinati nel bacino del Congo, sono popolari in acquariofilia, ma raramente esportati.

Le specie Campylomormyrus alces, Campylomormyrus cassaicus e Campylomormyrus christyi vengono esportate spasmodicamente da Kinshasa, così come Campylomormyrus elephas e Campylomormyrus cassaicus. Invece le specie Campylomormyrus curvirostris, Campylomormyrus numenius e Campylomormyrus tshokwe dal muso molto lungo arrivano raramente in acquariofilia.

Per quanto a conoscenza dell'autore dell'articolo, Heiko Bleher, le specie del genere Cyphomyrus non sono mai state importate, mentre l'unica specie del genere monotipico Genyomyrus, Genyomyrus donnyi, lo è raramente. Quest'ultimo è facilmente identificabile dal suo muso inferiore unico. Heiko Bleher li ha raccolti più volte, ma ne ha riportato solo alcuni esemplari dell'alto Congo ed ha avuto difficoltà a raggiungere la cascata superiore della Lufira dove si trovano. Sono pesci solitari e il più grande registrato era di 45 cm di lunghezza.

Il genere monotipico Heteromormyrus dell'Angola non è mai stato visto in acquariofilia.

I membri del genere Hippopotamyrus sono rari, ma Hippopotamyrus ​​aelsbroecki e Hippopotamyrus weeksi dal bacino del Congo, sono visti di più rispetto a Hippopotamyrus discorhynchus dai fiumi nella regione meridionale del Lago Malawi in Mozambico, e diventano appena più lunghi di 12-15 cm.

Esistono anche specie monotipiche del Nilo e delle regioni prevalentemente desertiche del Mali, del Burkina Faso e delle regioni centrali del fiume Niger, dove sono state riconosciute diverse sottospecie. Hyperopisus bebe, che nella maggior parte dei luoghi d'origine è un pesce alimentare, è raramente in commercio come pesce d'acquario. Cresce fino a 50 cm e non ha quasi nessun colore. Invece, il piccolo monotipo Isichthys henryi è bello ed è una specie molto diversa rispetto ai comuni pesci elefante, eccellente per gli acquari un po' più piccoli (ricordando comunque che può arrivare ai 28 cm di lunghezza). Si trova occasionalmente in commercio, a differenza, per quanto si sa, delle due specie descritte del genere Ivindomyrus del Gabon e della Repubblica Democratica del Congo.

Il genere Marcusenius prende il nome dall'ittiologo Johann Marcusen che ha pubblicato estesamente sui pesci elefante. Le specie comprese in questo genere hanno un muso corto e smussato, la bocca è terminale e una prominenza carnosa che si estende davanti alla mascella inferiore. Si trovano nella maggior parte dell'Africa e ci sono 35 specie riconosciute come valide.
La più comune nel commercio dei pesci d'acquario è Marcusenius cf. macrolepidotus. Arriva ai 25 cm di lunghezza, ha un bel colore marmorizzato e assomiglia alla specie descritta dal Mozambico.

Il genere Mormyrops comprende i pesci più grandi della famiglia, con esemplari raccolti a 1,5 m di lunghezza. L'esemplare più grande raccolto da Heiko Bleher era vicino a Limala, in Congo, nel 1986, un Mormyrops curtus di130 cm di lunghezza.
I Mormyrops sono tutti da allungati ad anguilliformi e hanno una bocca terminale. Hanno denti forti, tronchi o dentellati e possono essere molto aggressivi. Gli acquariofili dovrebbero evitare Mormyrops curtus e Mormyrops anguillioides. Gli unici che si potrebbero consigliare per la vita in acquario sarebbero il piccolo e pacifico Mormyrops parvus e il simile Mormyrops sirenoides.
Specie trovate occasionalmente dal Congo sono Mormyrops lineolatus, trovato nel fiume superiore e Mormyrops engystoma trovato nel bacino inferiore. Rimangono tra i 15-20 cm di lunghezza e necessitano di nascondigli nell'acquario. Se tenuti in due potrebbero combattere.

Il genere Mormyrus con 22 specie è facilmente riconoscibile per le pinne dorsali molto lunghe e le pinne anali molto corte. La maggior parte delle specie comprese ha un muso tubolare e gli esemplari più grandi possono arrivare fino a 45 cm di lunghezza.
Pochi raggiungono gli acquariofili, principalmente Mormyrus rume dalla Nigeria e Mormyrus caballus dalla Repubblica Democratica del Congo (DRG). Mormyrus caschive e Mormyrus ovis dall'alto della cascata della Lufira. Mormyrus macrophthalmus, è un pesce dall'aspetto strano, difficilmente esportato, e ancor meno lo è Mormyrus hasselquisti del medio Niger. Nessuno ha dimostrato di essere aggressivo, ma ne vanno allevati tre o più insieme.

I parenti...

L'ordine Osteoglossiformes oltre ai pesci elefanti comprende anche gli Arowana (Osteoglossidae), Pirarucú (Aprapaimidae), i pesci farfalla (Pantodontidae), i mooneyes (Hiodontidae), i pesci coltello (Notopteridae) e l'Aba aba (Gymnarchidae)

Come allevarli?

Non metteteli in un piccolo acquario. Ogni acquario dovrebbe essere lungo almeno 100 cm e più grande è, meglio è. Per quanto riguarda l'arredamento, questo dipende dalla specie. Gnathonemus petersii, la specie che si incontra più frequentemente in acquariofilia, necessita di sabbia fine in almeno una parte dell'acquario, e deve essere tenuto in gruppi di almeno cinque esemplari, poiché vivono solo in gruppi. L'acquario ha bisogno anche di ghiaia e, se lo desidera, di pietre più grandi, legni e foglie. Raramente ci sono piante nell'habitat naturale dei pesci elefante, ma se si desidera la vegetazione, scegliete specie come Crinum natans, Bolbitis heudelotii e Anubias. Le specie più grandi dovrebbero avere vasche più grandi ed essere tenute in coppie o gruppi di tre o più esemplari.
Nessuna specie di pesce elefante dovrebbe essere allevata da sola.

Gli acquari per le specie di Marcusenius dovrebbero essere lunghi almeno 100 cm e per le specie di Mormyrus almeno 150 cm, come per le altre specie più grandi.

Cosa bisogna dar loro da mangiare?

Le bocche della maggior parte dei pesci elefante sono piccole e con pochi deboli denti, quindi il cibo dovrebbe essere offerto di conseguenza. In natura la maggior parte si nutre di insetti acquatici, delle loro larve e di lumache. Quelli molto grandi mangiano anche altri pesci.

In acquario offriamo rotiferi, Cladocera (pulci d'acqua) e copepodi con una varietà di alimenti. Spesso i pesci elefante diventano molto magri negli importatori, nei negozi e negli acquari privati e muoiono rapidamente a causa della mancanza di cibo o della non corretta alimentazione. Hanno bisogno di larve di zanzara, chironomus, vermi bianchi, vermi neri, Daphnia, Tubifex e Cyclops, se non vivi, almeno congelati. Se non riuscite ad allevarli o a procurarveli, o non siete in grado di offrirli ogni giorno, non allevate i pesci elefante!

Si possono riprodurre?

La deposizione delle uova non è così difficile come sembra. Frank Kirschbaum lo ha dimostrato, riproducendo con successo quattro specie di quattro generi diversi, simulando l'arrivo della stagione delle piogge, alzando il livello dell'acqua e riducendo la conduttività per imitare la pioggia.
Ha anche dimostrato che i mormiridi tenuti in tali condizioni da due a quattro settimane raggiungono la maturità sessuale e iniziano a deporre le uova.

La riproduzione si svolge con regolari deposizioni di uova ad intervalli di diversi giorni, e la durata dell'intervallo varia a seconda della specie. Va da cinque a otto giorni per Pollimyrus isidori, da 20 a 30 per Mormyrus rume e da 30 a 50 giorni per Campylomormyrus cassaicus. Questi mormiridi sono tipici riproduttori frazionari e il loro periodo di comportamento riproduttivo continua, a volte per molti mesi, fino a quando l'arrivo della stagione secca, in cui il livello dell'acqua si abbassa e la conduttività aumenta, innesca una cessazione dell'attività. Dopo tre o quattro settimane gli organi sessuali diventano inattivi e i pesci attendono l'innalzamento dell'acqua successivo per innescare un'ulteriore maturazione delle loro gonadi. Infatti Heiko Bleher li ha visti deporre le uova in natura, proprio durante la risalita del livello dell'acqua.

Un esempio è Pollimyrus isidori, che può diventare sessualmente maturo a 6 cm di lunghezza. Per simulare la stagione delle piogge procuratevi un acquario di almeno 120 x 50 x 60 cm, poiché il maschio occuperà già un territorio di 50-100 cm di diametro. La conducibilità dovrebbe passare da 2.400 µS/cm lentamente a 200, il livello dell'acqua da 25 a 45/50 cm di altezza e il pH da circa 7 deve scendere al di sotto di 5.
Il maschio costruirà un nido di materiale vegetale nel suo territorio, quindi fate in modo che tale materiale sia disponibile. Durante la deposizione delle uova la femmina matura invade il suo territorio e depone le uova sul substrato vicino al nido - ne possono essere deposte da 80 a 200 in una sola notte. Il maschio le raccoglie e le mette nel nido, dove le custodisce e le cura. Gli embrioni si schiudono il quarto giorno e le larve iniziano a nutrirsi di naupli d'artemia dal tredicesimo giorno circa. Rimangono sotto scorta vicino al nido per qualche tempo.
Durante il corteggiamento, i segnali acustici emessi dal maschio vengono utilizzati per la comunicazione tra i sessi.

Il comportamento riproduttivo è simile a quello di Mormyrus rume, che diventa sessualmente maturo a circa 15 cm,

Campylomormyrus cassaicus è il migliore, con un rapporto di due maschi per tre femmine in un acquario lungo almeno 200 cm. Diventano sessualmente maturi a 15 cm.

Anche Hippopotamyrus pictus è stato riprodotto in questo modo.

Compagni di vasca

In base alle dimensioni della vasca, per la maggior parte delle specie del bacino del Congo è possibile aggiungere Distichodus sexfasciatus, Distichodus noboli, Phenacogrammus interruptus, Phenacogrammus caudalis, Phenacogrammus caudomaculatus Ctenopoma acutirostre, Synodontis contractus, Synodontis nigriventris, Synodontis flavitaeniatus, Pantodon buchholzi e forse Hemichromis stystellusigrienom.

Per le specie nigeriane provare Pantodon buchholzi, Brycinus longipinnis, Brycinus chaperi, Arnoldichthys spilopterus Ladigesia roloffi (almeno cinque), Microctenopoma ansorgii e Gnathonemus petersii (anche di questi almeno cinque).

L'acquario funziona con alimentato dai pesci

Le funzioni per l'elettrolocalizzazione, come quelle utilizzate dai pesci elefante, sono costruite in modo così ingegnoso che i ricercatori hanno cercato di imitare le loro capacità e, negli anni '80, gli esperti dell'Aquarium Nancy in Francia avevano tutti i loro computer gestiti dalla scarica elettrica dei Gnathonemus petersii forniti dallo stesso Heiko Bleher.

Il grande orologio all'ingresso dell'acquario è alimentato da 20 anni unicamente dalle scariche di un grande Gymnarchus niloticus.

Il mistero dell'acqua lampeggiante

Heiko Bleher racconta di aver avuto un'incredibile esperienza notturna con i pesci elefante nella regione del Lago Mai Ndombe della Repubblica Democratica del Congo. Mentre stava raccogliendo pesci nella foresta pluviale allagata in circa 50 cm di acqua limpida, le batterie della sua torcia si sono esaurite. Era buio pesto, e guardando nell'acqua dove si trovava improvvisamente ha iniziato a vedere lampeggiare intorno a lui. Vicino alle sue gambe c'era un gruppo di cinque o sei pesci elefante che nuotavano sopra la lettiera di foglie cadute e tra le radici degli alberi.

Chiedendosi il perché riuscisse a vederli, Heiko Bleher notò che I loro occhi lampeggiavano con colori luminosi (infrarossi?) E, osservandoli per circa 15-20 minuti, ha iniziato a rendersi conto che stavano usando una qualche forma di comunicazione, come i segnali Morse. Almeno una coppia si stava accoppiando, attorcigliandosi l'uno con l'altro. È stato uno spettacolo incredibile, uno spettacolo che non dimenticherà mai.

© Heiko Bleher

Riferimenti & Link
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Specie appartenenti alla Famiglia

Elephantnose fish, Pesce elefante

Questa affascinante specie è quella che più comunemente viene venduta come 'pesce elefante', e purtroppo, come spesso accade, la sua popolarità non significa affatto che sia semplice da allevare, ma anzi ha bisogno di vasche e allestimenti adeguati alle sue esigenze, che non lo rendono affatto adatto ai comuni acquari di comunità.

Aspettativa di vita: 10 anni
Dimensioni max: 35 cm SL
Temperatura: 22 - 28°C.
Mormyrids

A volte si trova nei negozi, offerto a chi sta cercando qualche pesce stravagante, ma arrivando da adulto alla lunghezza di un metro non è decisamente adatto agli acquari domestici!

Aspettativa di vita: 8 anni (dato registrato da AnAge)
Dimensioni max: 100 cm SL

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